Ilaria Molinari

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È un agosto caldo quello di Sirte, la città libica diventata da tempo la roccaforte dell'ISIS. Inesorabilmente le forze governative libiche fedeli al governo Serraj con il sostegno degli Usa e dell'Italia stanno riconquistando la città devastata dalla violenza del Daesh. Dall'inizio del mese gli Stati Uniti hanno compiuto 41 raid aerei nell'operazione "Odyssey Lightning". Finora la città è stata liberata al 70%. Per il Califfato, se l'impresa andasse a buon fine sarebbe una gravissima sconfitta. Ecco, giorno dopo giorno, notizie, foto e video dell'importante operazione militare.

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18 agosto 2016

Sono dieci i morti e una ventina di feriti provocati dall'esplosione di due autobomba a Sirte. Lo ha annunciato l'ufficio media dell'operazione "Bunian al Marsus" guidata dalle milizie fedeli al governo di accordo nazionale di Tripoli e impegnata da settimane nella liberazione definitiva della città libica. La fonte legata alle milizie tripoline ha inoltre reso nota l'uccisione di tre membri del gruppo jihadista nel quartiere numero 1 di Sirte, dove secondo quanto ha riferito il portavoce dell'operazione "Bunian al Marsus", Mohamed al Ghasri, si stanno intensificando i combattimenti tra le milizie e i terroristi rimasti confinati in alcuni edifici del quartiere.

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Nell'infografica realizzata da Centimetri la città di Sirte e i moviementi per sua liberazione – Credits: ANSA/CENTIMETRI

16 agosto 2016

Le forze "Bunian al Marsus" impegnate nell'operazione militare per la liberazione di Sirte hanno annunciato l'arresto di un esponente di spicco dello Stato islamico della città costiera libica. Si tratta di Ahmad Masùd Hamid, noto con il nome di battaglia Abu Ayub, come riferisce il centro media dell'operazione "Bunian al Marsus".

Una fonte militare impegnata sul campo ha riferito che Abu Ayub era uno dei comandanti dell'Is più importanti sul campo, come riporta il sito d'informazione libico "Al Wasat". Il terrorista, arrestato nel corso degli scontri tra le forze fedeli al governo di Tripoli e i miliziani dell'Isis a Sirte, era in possesso di un fucile-mitragliatore Kalashnikov, di una pistola e di un documento che ne testimonia l'appartenenza all'organizzazione terroristica dell'Isis.

15 agosto 2016

Le milizie libiche di Al-Binyan Al-Marsous hanno lanciato attacchi missilistici dal mare contro combattenti dell'Isis che si trovano ancora nei quartieri 1 e 2 nel centro di Sirte: lo ha detto ieri sera il portavoce delle milizie che conducono l'offensiva per conto del governo di unità nazionale, il generale Mohamed El Ghasri.

Il portavoce ha spiegato che motovedette hanno lanciato 16 missili contro postazioni dell'Isis, aggiungendo che più di 15 combattenti sono stati uccisi nell'operazione.

13 agosto 2016

È alle battute finali la battaglia per la riconquista definitiva della roccaforte dell'Isis in Libia. Le milizie filo-governative hanno annunciato che i jihadisti hanno perso il controllo di una tv e di una radio. E in una città ormai fantasma, si procede a disinnescare gli ordigni piazzati in strada.

Le milizie Al-Binyan Al-Marsous oggi hanno reso noto di aver strappato all'Isis l'edificio che ospita la televisione e la radio locale Libya Mcmds, nel centro della città. Ci sono stati combattimenti anche intorno al perimetro di Radio Sirte, uno dei maggiori centri di propaganda dello Stato islamico, da cui vengono diffusi i messaggi del Califfo Abu Bakr al Baghdadi e del suo portavoce Abu Muhammad al Adnani.

L'edificio si trova poco distante dal complesso Ouagadougou, il quartier generale dell'Isis che proprio nei giorni scorsi è stato riconquistato dalle milizie.

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Un lampadario sul pavimento della hall del centro Ouagadougou nel cuore di Sirte - 13 agosto 2016 – Credits: EPA

Anche la sede dell'Ente di controllo amministrativo della città, hanno assicurato i combattenti filo-Sarraj, è tornato sotto il loro controllo. Le rovine ormai costituiscono il paesaggio principale di Sirte, e sono lo specchio di una battaglia che si avvia alla conclusione. Da Tripoli, il premier Sarraj assiste fiducioso agli sviluppi del conflitto. La presa di Sirte e la sconfitta dell'Isis costituirebbero uno straordinario successo a suo favore, sulla strada - ancora molto accidentata - per il controllo di tutto il Paese. 

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12 agosto 2016

18:00 - "Daesh a Sirte è accerchiato per mare e per terra: tutte le vie di fuga sono chiuse". Lo afferma il generale Mohamed al Ghasri, portavoce delle milizie che partecipano all'operazione per la liberazione della città, al sito Alwasat, precisando che "i guardia coste sono dispiegati sul litorale" mentre "le forze al Bonyan al Marsous proseguono nell'accerchiamento dei quartieri 1, 2 e 3". Il "contingente di Daesh si è ridotto sensibilmente", aggiunge, i "jihadisti sono al collasso". Nel "quartiere 2 ci sono mine e ordigni camuffati, ma anche decine di corpi, armi e auto di Daesh".

15:00 - "Sono cinque i raid aerei Usa condotti ieri a Sirte", per un totale di "41 missioni dal primo agosto". Lo rende noto il sito web della missione Usa Command Africa, precisando che l'offensiva americana ha colpito "alcuni veicoli di Daesh e postazioni nemiche". "I raid dell'operazione Odyssey Lightning - si legge - sono stati effettuati a sostegno del Gna (il governo di unità nazionale del premier Fayez Sarraj, ndr) per ripristinare la stabilità e la sicurezza in Libia. Con queste azioni, e quelle che abbiamo eseguito in precedenza, elimineremo i rifugi sicuri di Daesh in Libia dai quali potrebbero attaccare gli Stati Uniti e i nostri alleati".

Mentre continua la battaglia, da questa mattina è diventata virale l'immagine di un muro della città su cui compare un minaccia scritta dai jihadisti dell'Isis. "Sirte è il porto marittimo dello Stato islamico, il punto di partenza verso Roma... con il permesso di dio". La scritta è stata fotografata dalle stesse milizie che quotidianamente pubblicano sul loro sito Facebook le varie fasi dell'operazione militare per la liberazione dall'Isis.

Le milizie libiche impegnate nell'operazione per la liberazione di Sirte dall'Isis hanno inoltre mostrato in alcune fotografie sul loro account Facebook, la devastazione nelle sale del quartier generale dello Stato islamico, il centro Ouagadougou, conquistato due giorni fa. Le sale, fatte costruire da Muammar Gheddafi negli anni '80 per celebrare la sua grandezza, un tempo ricchissime di mobili e arredi, ora sono completamente devastate e distrutte.

Tra le immagini c'è anche una scritta lasciata dai jihadisti in fuga che recita: "Lo Stato islamico esiste e si estende...il Califfato (si basa, ndr) sui principi del profeta Maometto". Tra le altre istantanee anche un grande lampadario in cristallo, in una sala quasi buia, che pende dal soffitto e che simboleggia la crudeltà dei combattimenti. E poi ancora una sala con marmi alle pareti completamente vuota. È l'orrore della guerra.

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Nelle altre fotografie sono ritratti invece i palazzi distrutti di Sirte, alcuni pick-up, un tank e i miliziani che marciano per strada ben equipaggiati con fucili ed in tuta mimetica o mentre festeggiano seduti per strada le aree riconquistate, come la zona del centro Ouagadougou, quartier generale dell'Isis.

11 agosto 2016

19:00 - Sono state "date alle fiamme" le bandiere nere dell'Isis issate sui palazzi e sulle scuole di Sirte conquistati nelle scorse ore dalle milizie libiche fedeli al governo Sarraj. Lo riferisce una fonte locale a Sirte stando al sito Alwasat. La stessa fonte ha aggiunto che i vessilli del Califfato si trovavano sui "tetti dell'ospedale Ibn Sina e del centro Ouagadougou", quartier generale dell'Isis. "Al loro posto sono state issate le bandiere dell'indipendenza". È uno degli aspetti più simbolici della battaglia che è in corso nella città libica.

19:00 - Le forze libiche sostenute dagli Stati Uniti "hanno liberato il 70%" di Sirte dalle mani dell'Isis. Lo afferma il sindaco della città, Mokhtar Khalifa, all'Associated Press. Il primo cittadino sostiene che i quartieri meridionali e occidentali della città libica, considerata la roccaforte dell'Isis in Nord Africa, sono sotto il controllo dei combattenti fedeli al governo sostenuto dalle Nazioni Unite

17:00 - Il generale Mohamed el Ghasri, portavoce delle milizie libiche impegnate a Sirte contro l'Isis, ha annunciato che l'ultima fase dell'operazione per la liberazione della città si chiama "Macomedes", nome antico della città. Ghasri ha aggiunto che "l'operazione è alla sua fase finale dopo l'attacco condotto dai suoi eroi e l'entrata nelle sale del centro Ouagadougou, negli edifici governativi, nell'ospedale Ibn Sina, nell'Università e negli edifici della Union Bank e della Commercial International Bank (Cib)". Il generale ha precisato che "carri armati e armi pesanti e leggere sono state impiegati nei combattimenti". Lo riporta Libya's Channel.

10 agosto

"Le forze dei rivoluzionari controllano completamente il complesso di Ouagadougou", il quartier generale dell'Isis a Sirte. Lo annunciano su Twitter le milizie libiche che festeggiano. "È l'ora della vittoria...Allah u Akbar", scrivono i militari.

Il mega palazzo è chiamato così come la capitale del Burkina Faso ed è stato costruito dal defunto colonnello Muhammar Gheddafi a Sirte. Attraverso Facebook, infatti, l'ufficio stampa dell'offensiva "Bunian al Marsus", nome in codice "edificio dalle fondamenta solide", ha pubblicato le immagini dei miliziani in divisa militare che fanno il gesto della vittoria davanti al complesso di edifici.

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