Con il governo greco allo stremo delle forze e le pressioni dovute all’accordo Ue-Turchia si aggravano le condizioni dei migranti che, a migliaia, vengono stipati nel campo profughi di Moria. Sovraffollato e reso quasi un luogo di detenzione più che di accoglienza, il campo conta attualmente 3mila persone, di cui 80 sono minori non accompagnati.

Il campo di Kara Tepe è ormai pieno. Qui, dove c'è libertà di movimento ed è possibile assistere minori non accompagnati, oltre a donne incinte e anziani, la situazione è al limite. In totale sono circa 47mila le persone che si trovano nei campi sulla terraferma.

Dall’entrata in vigore dell’accordo Ue-Turchia i problemi non sono stati risolti. Le procedure di registrazione dei nuovi arrivi vedono i profughi abbandonati a loro stessi, privati della sicurezza e della dignità all'interno di una sorta limbo, con scarsa possibilità di accesso alle procedure per fare richiesta di asilo. L'anticamera dell'inferno.

Una situazione resa sempre più grave anche dalla sospensione da parte di Oxfam, una delle più importanti confederazioni internazionali nel mondo specializzata in aiuto umanitario che lavora in sei campi a Kara Tepe sull’isola di Lesbo e nella regione nord-occidentale del paese, di qualsiasi attività a Moria dopo l’entrata in vigore dell’accordo Ue-Turchia.

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