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Las Vegas, chi è Stephen Paddock, l’assassino del concerto country

Aveva 64 anni, era bianco, viveva a 130 km dalla città dei casino ed era un uomo tranquillo, senza precedenti noti. Ha ucciso 59 persone

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Luigi Gavazzi

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Aveva 64 anni Stephen Paddock, l’uomo che si ritiene sia il responsabile della strage di Las Vegas dell'1 ottobre 2017.
Paddock ha sparato con armi automatiche sul pubblico di un concerto country davanti al Mandaly Bay Resort and Casino, uccidendo 59 persone e ferendone oltre 500.
Secondo quanto ha detto il capo della polizia della città, lo Sceriffo Joe Lombardo, Paddock si è suicidato prima di essere raggiunto dalla polizia.

Paddock è stato trovato morto al 32esimo piano del Mandaly Bay Resort and Casino. Nella sua stanza sono state trovati decine di fucili automatici, alcuni equipaggiati con mirini ad alta precisione, e migliaia di proiettili.
A Las Vegas Paddock si era segnalato alla polizia solo per una piccola infrazione al codice della strada.

Ma cosa sappiamo di quest’uomo che è responsabile del più grave caso di omicidio di massa (mass shooting, nel levigato linguaggio del giornalismo Usa)?

Paddock viveva a Mesquite, Nevada, un centro abitato di 20mila persone a 80 miglia a nord di Las Vegas, non lontano dl confine con l’Arizona.

In precedenza aveva vissuto in Texas e in California. A suo nome anche una licenza di caccia e pesca dell’Alaska. Era inoltre titolare di una licenza di pilota ed era proprietario di due piccoli aerei da turismo.

Fino al 2015, inoltre, sembra che Paddock abbia vissuto in Florida, a Viera, in un sobborgo abitato quasi tutto da pensionati, l’Heritage Isle.

L’Isis ha pensato bene di rivendicare il massacro di Las Vegas, con un comunicato - come al solito delirante - su Amaq. Ovviamente non ci sono elementi concreti per sostenere l’ipotesi Stato islamico. Come ha detto l’Fbi: non ci sono indizi di legami con il terrorismo internazionale; i familiari di Paddock hanno ribadito che non avesse mai mostrato orientamento politico o ideologico.

Il PADRE, RAPINATORE DI BANCHE

Stephen Paddock era figlio di un rapinatore di banche seriale, Benjamin Hoskins Paddock, fuggito dal carcere e per buona parte degli anni ’70 fra i most wanted dell’Fbi.
Nel 1961 Benjamin Hoskins venne condannato per le rapine a 20 anni di prigione. Nel 1968 fuggì dal penitenziario federale di La Tuna, Texas. Secondo il racconto di uno dei fratelli di Stephen, dopo la fuga si stabilì in Oregon con una falsa identità e lavoro come rivenditore di auto usate e addetto in un casino di Bingo.

Il poster da Ricercato dell’Fbi riporta la diagnosi di “psicopatico”. Sul poster segnaletico di Paddock senior l’Fbi diceva anche che aveva tendenze suicide e e doveva essere considerato armato e molto pericoloso.
Paddock è cresciuto insieme ai suoi tre fratelli nella convinzione che il padre fosse morto, perché questo diceva la loro madre

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La foto segnaletica dell'Fbi degli anni '70 di Benjamin Hoskins Paddock, il padre dell'assassino di Las Vegas, Stephen Paddock, 2 ottobre 2017 (EPA/FBI)

I FRATELLI

In Florida è stato interpellato ieri uno dei tre fratelli di Stephen Paddock, Eric. Ai giornalisti che lo hanno rintracciato, Eric ha detto di essere sconvolto da quanto ha fatto il fratello. Descritto poi come una persone per nulla interessata alle armi. Come si sia procurato armi automatiche proprio non so, ha aggiunto. Non ha nessuna esperienza militare. So che viveva a Mesquite e andava a giocare ai casino di Las Vegas, ha concluso Eric Paddock. L'ultima comunicazione è stata con alcuni sms dopo l'uragano Irma in settembre. "In particolare voleva sapere come stesse nostra madre" che ha 89 anni. Le ha anche spedito "un deambulatore per aiutarla a camminare".

Un altro fratello di Stephen Paddock, Patrick Paddock II, sentito dal New York Times a Tucson dove vive, ha detto che l’assassino di Las Vegas era il meno violento della famiglia durante l’infanzia. Davvero sorprendente che sia stato lui a fare una cosa del genere: “io” ha aggiunto, “ho molta più rabbia di quanto non ne avesse lui”.

MULTIMILIONARIO CON LA PASSIONE PER IL GIOCO D'AZZARDO

Secondo il racconto del fratello Eric, Paddock era un uomo benestante che giocava ai casino per divertimento. Insieme, Stephen e Eric Paddock avevano avuto un’impresa immobiliare per un paio di decenni, impegnata soprattutto nel restauro di vecchie abitazioni. L’impresa è stata poi venduta e i soldi ottenuti hanno lasciato i due fratelli in buone condizioni finanziarie. Stephen, in particolare, era diventato, secondo il fratello, un “multimilionario”. Mi “ha anche aiutato a diventare benestante, ad avere un buona ricchezza”.

NESSUN PRECEDENTE NOTO

La polizia di Mesquite non ha nessuna traccia di eventi rilevanti associati al killer di Las Vegas: nessun arresto, nessuna chiamata alla polizia o a altri servizi di emergenza, nessuna infrazione del codice della strada. Mesquite registra in media un omicidio all’anno.

LA CASA

La casa di Paddock è stata sottoposta a una lunga perquisizione lunedì mattina. È una casa mono-familiare a un piano con tre camere da letto nella quale viveva con una donna, Marilou Danley di 62 anni.

MARILOU DANLEY

Al momento della perquisizione Danley non era in casa. Contrariamente a quanto è stato detto subito dopo l’attacco di Las Vegas, la signora Danley non è sospettata di essere complice dell’atto dell’uomo che viveva con lei.


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