Esteri

Isis: ecco come si costruisce lo Stato Islamico

Un manuale per l'edificazione del governo e il controllo delle risorse come il petrolio e il gas. L'addestramento militare dei bambini

Yemen Isis

Luigi Gavazzi

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Un manuale vero e proprio su come l'Isis lavori alla costruzione di una struttura statale in Iraq e in Siria.

Ottenuto dal Guardian - che lo ha anche pubblicato su Scribd - il manuale di 24 pagine si intitola "Principi dell'amministrazione dello Stato Islamico" (La traduzione in inglese del documento).

Il documento spiega come vengano creati dipartimenti di governo, come avviare un programma di amministrazione del tesoro e della programmazione economica per assicurare l'autosufficienza, puntando soprattutto sul controllo centralizzato ed efficiente delle risorse  strategiche, come il petrolio e il gas, e degli altri settori vitali dell'economia.

 

Si tratta di documento di 24 pagine che indica anche le linee di azione per avviare e curare delle vere relazioni internazionali con altri stati e le operazioni accuratamente pianificate per la propaganda.

Secondo il Guardian, il manuale è stato pubblicato nel 2014.

Se ancora ce ne fosse bisogno, il documento indica chiaramente come l'Isis - per quanto fondato su un'ideologia di assoluta brutalità e violenza, su una concezione totalitaria della politica, della cultura e della religione - su occupi in modo pratico di questioni decisive come la salute, la scuola, le comunicazioni, le attività economiche.

I quadri della burocrazia Isis
I "Principi dell'amministrazione dello Stato Islamico", probabilmente redatto fra l'estate e l'autunno del 2014, è stato pensato per istruire i possibili "quadri dell'amministrazione" dell'Isis ed entra nel merito dell'organizzazione dei dipartimenti, dall'educazione, alle risorse naturali, dalle relazioni estere alle pubbliche relazioni, fino all'organizzazione dei campi di addestramento militare.

Campi di addestramento militare
Su questo tema, in particolare, il manuale descrive per esempio come debbano essere costituiti campi di addestramento separati per le "truppe regolari" e per chi ha combattuto in precedenza e deve essere aggiornato sull'uso della più recente tecnologia militare.

Anche perché, dice l'Isis, ai veterani da aggiornare vanno date le adeguate informazioni sulle armi e le tecnologie di guerra del nemico e sul modo di trarne vantaggio, con evidente sottolineatura, qui, dell'importanza attribuita all'armamento catturato agli eserciti siriano e, soprattutto, iracheno.

La guerra dei bambini
Sempre a proposito di addestramento militare, il documento rivela anche, per la prima volta in modo esplicito, come l'Isis addestri i bambini e i ragazzini alla guerra, come ha del resto mostrato più volte la propaganda dello Stato islamico in questi mesi, soprattutto mostrando bambini che eseguono condanne a morte di ostaggi.
Il documento dice che i bambini devono essere addestrati nell'uso di armi leggere, e i migliori fra loro devono essere usati per incarichi di sicurezza, come il controllo ai checkpoint o il lavoro di pattuglia.

Nel testo sono anche rese esplicite le linee guida per unificare le culture e il pensiero dei sudditi del califfo, siano essi stranieri o locali.

Il testo sarebbe stato scritto, secondo le fonti del Guardian, da un egiziano chiamato Abu Abdullah che spiega in modo dettagliato come organizzare la produzione localizzata, per soddisfare le esigenze delle singole aree geografiche soprattutto di cibo e vettovagliamento militare.

Shiv Malik (@shivmalik) corrispondente del media britannico, spiega che il quotidiano è in possesso di una trentina di documenti di provenienza Isis, che sarebbero arrivati grazie all'intervento di un uomo d'affari che lavora nello Stato islamico che li avrebbe passati a un ricercatore, Aymenn al-Tamimi, che lavora da mesi per mettere insieme e analizzare tutti i documenti firmati Isis.

Fra i documenti correlati a quello principale c'è anche un rendiconto finanziario proveniente da una delle maggiori province governate dal Califfo.

L'occidente sottovaluta l'organizzazione Isis
Malik ha interpellato un generale americano che ha combattuto in Iraq fra il 2006 e il 2008, Stanley McChrystal, che dopo aver letto il documento dell'Isis insiste su un punto: Se l'occidente continua a vedere l'Isis in modo stereotipato come una banda di assassini psicopatici, rischia di sottovalutarlo clamorosamente.

Quel che emerge dai "Principi" - ha detto McChrystal-  non è molto differente dal lavoro di Mao o dalle pratiche Viet Minh in Indocina, per i quali, come per lo stato islamico, le grandi azioni militari erano solo la punta dell'iceberg di una grande organizzazione. Prestano grande attenzione all'educazione (un vero indottrinamento), al fatto che sia fondamentale governare il territorio, all'uso della tecnologia per la propaganda, e alla capacità di imparare dagli errori commessi.

L'unico rappresentante dei Sunniti
Di grande importanza anche le varie parti del documento nel quale lo Stato Islamico sostiene di essere l'unico rappresentante dei musulmani sunniti.
Forse la chiave della lotta all'Isis: perché se si lascia che siano solo le forze esterne all'Islam sunnita a combattere l'Isis - i musulmani sciiti, i curdi, l'occidente, la Russia - si rischia - dice l'ex capo delle forze speciali della Gran Bretagna, generale Graeme Lamb, citato sempre da Malik, si rischia di alimentare il mostro. La lotta invece deve essere condotta prima di tutto dalle leadership arabe sunnite.


Islamic State blueprint

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