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L'annuncio è arrivato domenica 13 novembre, nel pieno dei combattimenti per la riconquista di Mosul, il cuore della "capitale" irachena del sedicente Stato islamico: le forze della 9a divisione corazzata hanno reso noto di aver innalzato la bandiera irachena sugli edifici pubblici a Nimrud, liberata dal giogo dei jihadisti.

Distante una trentina di chilometri da Mosul, l'antica città assira era in mano allle forze di Isis da circa due anni e, nel marzo 2015, autorità e studiosi iracheni avevano denunciato la distruzione del celebre sito archeologico locale, risalente al XIII secolo avanti Cristo. Nell'occasione erano state diffuse immagini di statue e templi presi di mira come "falsi idoli" dai jihadisti, decisi ad annientare tutto ciò che non fosse "islamico". L'Unesco aveva condannato l'accaduto come un crimine di guerra contro un tesoro storico-culturale considerato patrimonio dell'umanità. 

In queste foto di Safin Hamed per Agence France Presse, ecco come appare oggi il sito archeologico, dopo la cacciata di Isis.

Come era accaduto per Palmira, altro patrimonio archeologico dell'umanità, in Siria, strappato ai jihadisti lo scorso aprile dopo essere stato deturpato e depredato per mesi, ora anche a Nimrud potrà iniziare l'enorme lavoro di valutazione dei danni e di interventi per salvare il salvabile dalle preziosissime rovine su cui si è scatenata la furia degli islamisti.

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