Esteri

Immigrazione, Dimitris Avramopoulos: "Siamo al fianco dell'Italia"

In esclusiva a Panorama, il Commissario conferma il sostegno dell'Europa e spiega le misure che verranno adottate nelle prossime settimane

Il Commissario Europeo Dimitris Avramopoulos

Dimitris Avramopoulos*

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L'Europa continua a far fronte a forti pressioni migratorie, a cui l'Italia è esposta più della maggior parte degli altri paesi.

Non è la prima volta che la Commissione prende atto di questa situazione.

L'importanza di un approccio condiviso

Quando ha assunto le sue funzioni, il presidente Juncker ha creato la funzione di Commissario UE alla Migrazione ben sapendo che la migrazione doveva essere la priorità assoluta del nostro mandato.

Sono stato orgoglioso di assumere questo compito e, da allora, abbiamo lavorato insieme per elaborare un approccio europeo alla gestione della migrazione.

Abbiamo già fatto molti progressi, realizzando negli ultimi due anni più di quanto sia stato possibile fare nei vent'anni precedenti.

I primi segnali di successo

Stiamo salvando vite umane in mare, affrontando le cause profonde della migrazione, riducendo i flussi migratori grazie alla collaborazione e al supporto ai paesi terzi, proteggendo le nostre frontiere con la nuova guardia di frontiera e costiera europea, aprendo percorsi sicuri e legali di reinsediamento: la nostra strategia globale sta già producendo risultati.

Emerge progressivamente un approccio più unitario nell'affrontare la migrazione, ma c’è ancora molto da fare per creare un sistema coerente e onnicomprensivo di cogliere i vantaggi della migrazione e al contempo affrontarne i problemi a lungo termine.

Il nostro primo obiettivo è ora sostenere l'Italia e contrastare i flussi migratori lungo la rotta del Mediterraneo centrale.


Un problema non solo italiano

Abbiamo sempre affermato chiaramente che l'Italia, come altri Stati membri che presentano una frontiera esterna, non può essere lasciata da sola ad affrontare un fenomeno che ha un'evidente dimensione europea.

Pochi giorni fa abbiamo delineato una serie di misure aggiuntive di sostegno che la Commissione è disposta ad adottare prontamente, se il governo italiano lo riterrà utile nelle prossime settimane.

Il nostro messaggio è semplice: siamo al fianco dell'Italia, pronti a offrirle tutto l'aiuto necessario.

Stiamo inoltre raddoppiando l'impegno sul fronte esterno. L'Italia dirige le attività dirette a stabilizzare la Libia e collaborare con essa, e lo fa con il nostro appoggio.

La settimana scorsa abbiamo mobilitato altri 46 milioni di euro per aiutare la Libia a gestire la sua frontiera meridionale: salgono così a 136 milioni di euro i fondi destinati quest'anno a migliorare le condizioni della Libia.

I due grandi nodi da sciogliere

Per quanto riguarda la riduzione dei flussi migratori, abbiamo già alcuni esempi positivi, come la cooperazione con il Niger che ha notevolmente ridotto i flussi in transito attraverso il suo territorio.

Resta però aperto un problema cruciale, quello del rimpatrio e della riammissione. È su questo fronte che l'Ue deve ora esercitare tutta la sua influenza affinché i paesi terzi collaborino nel riammettere i loro cittadini.

Dobbiamo essere più coraggiosi. La politica dei visti può essere un incentivo efficace, in caso di bisogno, per convincere paesi come, ad esempio, il Bangladesh ad accelerare la riammissione dei migranti che arrivano in Italia.

Negli ultimi anni l'Italia ha dovuto affrontare pressioni migratorie estreme e si è assunta le sue responsabilità morali, giuridiche e politiche.

In questo sforzo eroico non è mai stata sola e mai lo sarà.



*Commissario europeo per la Migrazione, gli Affari interni e Cittadinanza

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