Il video delle torture a Saadi Gheddafi

Bendato, il figlio del defunto Colonnello viene schiaffeggiato e picchiato sulle piante dei piedi in una stanza del carcere di Tripoli

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Saadi Gheddafi, dopo l'estradizione in Libia nel 2014 – Credits: MAHMUD TURKIA/AFP/Getty Images

Torturato per avere guardato in cella partite di calcio e notiziari, contravvenendo agli ordini dei suoi carcerieri. La vittima è il figlio di Gheddafi, Al Saadi, ex calciatore del Perugia di Luciano Gaucci, rinchiuso in un carcere libico dal 6 ottobre 2014 dopo l'estradizione concessa dal Niger, dove era riparato dopo lo scoppio della guerra civile in Libia. Gli aguzzini sono invece uomini delle milizie che appoggiano il governo islamico di Tripoli, capitale di una Libia spaccato lungo linee etniche e territoriali. A denunciare il fatto è il sito libico Clearnews che denuncia sistematiche torture nelle prigioni gestite dagli islamisti. 

 

LE ACCUSE A GHEDDAFI
Accusato di appropriazione indebita e intimidazione armata quando guidava la Federcalcio libica, Saadi Gheddafi è attualmente sotto processo a Tripoli per aver aver partecipato, secondo i magistrati libici, all'uccisione di Bashir al-Riani, star del calcio libico degli anni 80 divenuto successivamente un apprezzato commentatore televisivo che scomparve nel 2006, secondo varie testimonianze, proprio all'interno della villa del figlio dell'ex padre-padrone della Libia.

I familiari di Riani hanno sempre sostenuto che la sua colpa fu quella di aver semplicemente espresso in TV alcune blande critiche nei confronti del regime del collonnello. Ma sono molti a giurare che l'ex calciatore del Perugia, acquistato da Gaucci e poi dalla Juventus non per le sue doti tecnico-balistiche ma per fare un favore a Muhammar Gheddafi, si sia macchiato anche di un altro crimine: la mattanza in uno stadio nel 1996 di una ventina di supporter di una squadra locale di Tripoli considerata rivale dell'Al-Ahly di cui era presidente lo stesso Saadi. Come calciatore, salvo due minuti durante la partita tra Cagliari e Udinese, non lasciò traccia: fu subito squalificato, quasi senza aver mai calcato i campi, per positività al doping.


LE TORTURE
Nel filmato girato si vede l'ex calciatore che viene umiliato, deriso e picchiato. Il terzo genito dell'ex dittatore vestito con una tuta verde è seduto su una sedia nel mezzo di una stanza. Dietro di lui si apre una porta dalla quale provengono le grida di altri detenuti. I carcerieri si divertano a guardare le reazioni di Al Saadi, spaventato, con gli occhi bendati. Poi arriva lo strumento di tortura: un cavalletto di metallo nel quale vengono infilati i piedi della vittima. Un carceriere, barbuto, armato di bastone comincia a picchiare la pianta dei piedi di al Saadi. Il quale grida per il dolore e giura su Allah di non aver guardato nessuna partita ne usato alcun telefonino.

APERTA INCHIESTA
La procura generale di Tripoli ha annunciato l'apertura di un'inchiesta dopo la pubblicazione del video.  La missione Onu in Libia, tramite il suo portavoce, Samir Ghatas, ha espresso sconcerto per le immagini, aggiungendo che prenderà contatti con le autorità per fare luce su quanto accaduto. 


I DUE MINUTI CHE GIOCO' IN SERIE A

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