Il numero dei morti in Afghanistan

Secondo l'ultimo rapporto Onu sono 1592 i civili uccisi nei primi sei mesi del 2015: 2/3 dei morti sono da attribuire a talebani e forze antigovernative

Ramadan in Afghanistan

21 giugno 2015. Un giovane ragazzo afghano legge il corano in una moschea di Mazar-i-Sharif, in Afghanistan. – Credits: EPA/SAYED MUSTAFA

Sono 1,592 i civili afghani uccisi nei primi sei mesi del 2015 secondo un recentissimo rapporto delle Nazioni Unite intitolato Protection of Civilians in Armed Conflict in Afghanistan for 2015  e stilato dalla sezione Human Rights Unit della missione Onu in Afghanistan (UNAMA). Le responsabilità di questo stillicidio sono da attribuire, secondo le Nazioni Unite, ai talebani e alle altre formazioni della guerriglia antigovernativa che stanno assediando il governo di Kabul. I feriti dei conflitti a fuoco sono invece 3329. 

NUMERI PRESENTI E PASSATI
Rispetto ai primi sei mesi del 2014 c'è da registrare un decremento del 6% nei decessi e del 4% nella percentuale di persone che sono rimaste ferite o menomate.  Tutto questo, secondo il rapporto, dimostra "il fallimento delle organizzazioni politiche afghane nel proteggere i civili". Il 70% degli incidenti che hanno colpito i civili sono da attribuire alle forze antigovernative, contro il 16% attribuibile alle forze di sicurezza afghane e ai gruppi armati filogovernativi, il 4% difficilmente attribuibile, e l'1% di cui sono responsabili le forze internazionali.  La missione Onu ha iniziato a conteggiare la situazione dal 1° gennaio 2009, data dalla quale sarebbero morte quasi 20 mila persone mentre 33 mila sono rimaste ferite. 

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