I legali dell'attentatore di Boston chiedono un altro processo

I legali di Dzhokhar Tsarnaev, condannato alla pena capitale per la strage alla maratona nel 2013, chiedono una revisione "per insufficienza di prove"

 

I legali di Dzhokhar Tsarnaev, il giovane attentatore della maratona di Boston, hanno chiesto al tribunale di Boston un nuovo processo «nell'interesse della giustizia e della sentenza, per una questione di insufficienza di prove». Condannato nel giugno 2015 alla pena di morte, Tsarnaev aveva ucciso il 15 aprile del 2013, quando aveva solo aveva solo 19 anni, tre persone ferendone altre 260 con due ordigni artigianali costruiti in casa insieme al fratello maggiore, Tamerlan, poi morto in uno scontro a fuoco con la polizia. Tra le vittime della follia omicida dei due fratelli, anche Martin Richard, un bimbo di 8 anni che assisteva alla gara nei pressi del traguardo, appoggiato alla transenna a pochissimi passi dallo zainetto che conteneva uno dei micidiali ordigni. 

Sebbene tre giudici dei 12 giudici che optarono a maggioranza per la condanna a morte dell'attentatore  abbiano cercato di far prendere in considerazione l'attenuante della giovane età e quella dell'assenza di precedenti penali, prevalsero in Camera di Consiglio le aggravanti, quali la premeditazione e la pianificazione dell'attacco, la crudeltà e l'efferatezza del crimine, l'uso di armi di distruzione di massa, l'aver causato la morte di un bimbo innocente, l'aver preso di mira un evento sportivo iconico, la maratona più antica della storia degli Stati Uniti. Qualcuno ipotizzò anche che avesse agito sotto la nefasta influenza del fratello maggiore. Secondo la gran parte dei commentatori il ricorso dei suoi legali, per trasformare la pena di morte in carcere a vita per il loro assistito, è dovuta alla necessità di non far scadere i termini per fare ricorso.


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