Esteri

Giappone, ci sarà una regina sul trono del Crisantemo?

Forse una svolta nel regno più antico del mondo: una donna al potere dopo 250 anni

JAPAN-ROYAL

Chiara Degl'Innocenti

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L'imperatore Akihito chiede di abdicare, il suo erede sarebbe il figlio cinquantasettenne Naruhito, ma prima di cedere lo scettro l'anziano sovrano desidera che venga modificata la legge dinastica che non permette la successione femminile. Se il sogno dell'anziano nonno si avverasse la nipote Aiko sarebbe la prima imperatrice donna a sedere sul trono del Crisantemo dopo 250 anni.

Akihito, primo imperatore nipponico salito al potere da essere umano e non da dio, ha 83 anni ed malato da tempo. Potrebbe abdicare ma per farlo deve attendere il via libera da parte del Parlamento che deve modificare, prima del suo addio, la Legge della Casa Imperiale la quale prevede solo eredi maschi.

Ad opporsi una parte del governo di Shinzo Abe. Alcuni conservatori infatti non volendo una regnante donna stanno mettendo dei paletti alla presentazione del commiato dei saggi che dovrebbero riscrivere la Costituzione imposta degli Stati Uniti del 1947.

Aiko, che ha 15 anni, è nata dal matrimonio dell'erede Naruhito con la principessa Masako e, nonostante sia una donna, per discendenza diretta le spetterebbe lo scettro. Oltre a lei ci sono due cugine femmine e il piccolo nato maschio dalla principessa Kiko, consorte del principe cadetto Akishino.

Un bel dilemma per la dinastia che regna sul Giappone da 2600 anni, ossia da quando il primo imperatore Jinnu si narra si sia unito alla dea del sole Amaterasu.

Quindi, modificare la Costituzione a favore di una imperatrice o procedere verso l'immobilità di una legge ormai obsoleta?

Se venisse cambiata la norma, Aiko non sarebbe l'unica donna ad aver regnato in Giappone: ben otto imperatrici lo hanno fatto prima di lei. L'ultima, Go-Sakuramachi, governò per otto anni (fino al 1770) per far sì che il nipote raggiungesse la maggiore età. La giovanissima Aiko, però, sarebbe di sicuro la prima sovrana di sangue non blu visto che la madre, laureata ad Harvard, proviene da una ricca famiglia borghese.

Tutto pronto, dunque in un Giappone che guarda in positivo a una revisione in rosa. La politica dello stesso Abe, del resto, strizza l'occhio da tempo a un sostegno economico maggiore alle donne che guadagnano un terzo dei colleghi maschi. Così, perché non pensare a una rivoluzione più in grande all'interno di una società radicalemente ancora maschilista?

Si spera solo che questi coninui rinvii, da anni l'anziano sovrano chiede di abdicare, non facciano cadere la giovane principessa in una nuova depressione. Cosa già avvenuta a sua madre Masako e anche a lei stessa, tanto che si racconta abbia dovuto lasciare la scuola per lo stress provocato dalla pressione regale.  



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