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Francia: a Montpellier caccia al killer che ha assalito un monastero

Armato di fucile e coltello, ha ucciso la custode che gli aveva aperto la porta di notte. Semplice crimine o azione terroristica?

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Redazione

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Nella zona di Montpellier, in Francia, è caccia all'uomo per cercare di trovare il killer che nella notte ha bussato alla porta del monastero del paesino Montferrier-sur-Lez e quindi, armato di un fucile a canne mozze e di un coltello, ha legato e imbavagliato per poi ucciderla con diverse coltellate la custode che gli aveva aperto la porta.

Al momento la prefettura propende per la semplice "azione criminale", un movente di delinquenza comune o di follia, anche se la pista terroristica "non è esclusa" dagli inquirenti. I 60 monaci, le suore e gli impiegati laici che lavoravano in quel momento nella casa di riposo "Le Querce Verdi" adiacente al convento, sono stati messi in salvo dai reparti speciali francesi subito confluiti sul posto grazie al programma di intervento voluto dopo gli attentati del 13 novembre a Parigi dal ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve: qualsiasi luogo della Francia, anche il più sperduto, deve essere sempre raggiungibile da un reparto antiterrorismo entro 20 minuti al massimo.

A telefonare alla polizia pochi minuti dopo l'irruzione è stata proprio la donna poi uccisa, il cui cadavere è stato ritrovato in un lago di sangue dalle teste di cuoio. Nessuna traccia invece del killer, che ha sicuramente agito da solo. "E' uno choc, non sappiamo perché un tale dramma, non abbiamo alcuna idea del motivo dell'intrusione in questa casa di riposo di religiosi che accoglie degli ex missionari in Africa. E' un posto di campagna, un posto molto tranquillo", ha commentato il portavoce della diocesi Wayne Bodkin.

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