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Elezioni Usa 2016: è Chelsea la prima alleata di Hillary

Nominata a capo della Clinton Foundation, può essere strategica per la madre nella conquista del voto giovanile

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Redazione

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Prima mossa dovuta per Hillary Clinton dopo l'annuncio ufficiale della candidatura alle elezioni presidenziali 2016: ormai già lanciata in campagna elettorale, come richiesto dalle regole elettorali l'aspirante presidentessa si è dimessa via mail dalla Clinton Foundation, cedendo il suo posto alla figlia Chelsea.

Simpatiche ragazzine crescono
"So che lascio la Fondazione in buone mani. E sono altrettanto lieta che Chelsea continuerà a guidare la sua missione insieme con Bill", sono state le parole con cui Hillary ha accompagnato il passaggio di consegne. Ricordata ancora da molti come la simpatica ragazzina con l'apparecchio che si aggirava per la Casa Bianca durante la presidenza paterna, l'ormai trentacinquenne Chelsea diventa così una figura di primo piano nel panorama politico americano, mentre il suo immediato tweet "molto orgogliosa di te mamma!" non lascia dubbi sul sostegno che è disposta a dare a Hillary durante la futura corsa alla poltrona presidenziale.

Quella (non casuale) copertina di Elle
Del resto, puntando su Chelsea Hillary va sul sicuro: può attirare l'elettorato più giovane, certificando così la sua volontà di guardare al futuro e non al passato della (non sempre limpida) era di Bill. Da parte sua, Chelsea ha già fatto chiaramente capire di non disdegnare in futuro un ruolo più pubblico, iniziando già a muoversi in tal senso: non è infatti certo un caso che nel weekend dell'annuncio di Hillary la copertina del numero in edicola di Elle fosse dedicata proprio alla figlia, con relativa intervista sui suoi obiettivi futuri e su quelli della madre.

Strategia social media
Con Bill ancora "congelato" dagli strateghi dell'immagine, la macchina elettorale dei Clinton si è così messa in moto sul fronte femminile: a dirigerla è Robby Mook, coetaneo di Chelsea e già nominato plenipotenziario manager della campagna. Sarà Mook, con lo storico consigliere di famiglia John Podesta nei panni del "vecchio saggio", a gestire la squadra di Hillary puntando soprattutto su una strategica e scaltra conoscenza dei social media: una capacità ritenuta ormai così decisiva nel far acquisire voti che negli States c'è già chi ha definito Robby Mook "l'arma segreta" di Hillary. Insieme a Chelsea, ovviamente.

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