Elezioni in Iran: l'avanzata dei moderati e riformisti

Le campagne confermano i conservatori, ma è nelle città che i seguaci di Rohani riescono a sfondare: ballottaggi a fine aprile

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Un seggio a Teheran – Credits: Majid Saeedi/Getty Images

I risultati finali delle elezioni iraniane per l’Assemblea degli Esperti - un consiglio di ottantotto giureconsulti religiosi che nomina l'Ayatollah supremo - confermano il trionfo del presidente Hassan Rohani e dell’ex capo di stato Hashemi Rafsanjani, la cui lista, sostenuta da riformisti e moderati, ha conquistato nella capitale Teheran 15 dei 16 seggi disponibili. Rafsanjani è stato il candidato più votato nel Paese con 2.301.492 preferenze, quasi un milione in più del più votato dei conservatori, Ahmad Jannatì (1.321.130) a cui è andato il sedicesimo seggio. Rohani ha ottenuto 2.238.166 voti e il terzo posto nella capitale, in quello che molti hanno interpretato come un referendum sul suo operato da presidente. L’affluenza è stata circa del 60%, 33 milioni di persone alle urne.

VOTO IN PARLAMENTO
Il blocco dei fondamentalisti ha vinto come prevedibile nelle campagne e nelle aree rurali, mentre i riformisti sono avanzati nelle città. Il fatto che le otto principali città dell'Iran, dove vive la metà della popolazione del Paese, abbiano solo 57 seggi sui 290 del Parlamento iraniano, potrebbe però favorire i conservatori al ballottaggio, almeno nell'assemblea legislativa. In totale, nel Parlamento i riformisti e moderati che si sono espressi a favore della distensione nucleare hanno ottenuto 96 seggi su 290 nel nuovo Parlamento (Majlis), superando il blocco fondamentalista che è a 91 seggi, mentre gli indipendenti hanno 25 seggi. Per altri 52 posti parlamentari bisognerà invece andare al ballottaggio in un nuovo turno alla fine di aprile. 

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