Esteri

Ecco perché Tony Blair torna in campo per fermare la Brexit

Per l'ex premier, i costi del "leave" più alti del previsto e le mancate promesse di maggiore entrate rendono necessario un nuovo referendum

L'ex primo ministro britannico Tony Blair

Luciano Lombardi

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Fermare la Brexit e riportare la Gran Bretagna in Europa è ancora possibile. Parola dell'ex premier britannico Tony Blair che, nelle scorse ore, ha rilasciato alla Bbc e a Le Figaro due interviste nelle quali afferma che i cittadini britannici - viste le difficoltà che stanno emergendo nel distacco dall'Ue - meritano di avere la possibilità di essere nuovamente consultati per confermare o meno la propria opinione in merito.

“Anche se la probabilità di interrompere il processo è inferiore al 50 per cento - ha dichiarato - io voglio comunque battermi” spiegando poi che “la volontà delle persone non è immutabile e quando i fatti cambiano, diventa lecito poter modificare la propria idea”. I cambiamenti a cui si riferisce Blair sono quelli che riguardano le stime dei costi di uscita e le promesse di maggiori entrate.

Nel primo caso, ha detto l’ex premier, “è chiaro che la bolletta per la Brexit sarà più salata del previsto”, così com’è evidente che quanto garantito dai sostenutori del Leave a proposito delle entrate al servizio Servizio Sanitario Nazionale, che sarebbero aumentate di 350 milioni di sterline ogni settimana è chiaramente falsa”. Senza contare l’uscita dal mercato unico e dall’unione doganale che Blair giudica molto dolorose: “Significa cancellare 40 anni di integrazione e di liberalizzazione”.

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