Gli agenti della polizia di Indianapolis hanno sparato al quindicenne afroamericano Andrew Green e lo hanno ucciso. Secondo le prime ricostruzioni, i poliziotti avrebbero aperto il fuoco dopo che il ragazzo non si era fermato a un controllo a bordo di un'auto che si sospettava fosse rubata.

Un comunicato diramato dalla polizia riferisce che l'adolescente, per allontanarsi dal posto di blocco, avrebbe fatto una inversione ad U e poi speronato l'auto della polizia. Gli altri passeggeri a bordo dell'auto sono saltati giù e scappati via. Gli agenti hanno intimato al ragazzo di scendere dall'auto, poi hanno sparato. A quel punto Green è sceso ma è subito crollato a terra.
Alcuni testimoni, però, non concordano con la versione della polizia e dicono che Green non ha cercato di scappare.

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Intanto a Ferguson a un anno di distanza dall'uccisione del giovane afroamericano Michael Brown da parte di un agente di polizia, nuovi scontri tra la polizia e la comunità afroamericana hanno portato a proclamare lo stato d'emergenza: ad avere la peggio un ragazzo di 18 anni, anche lui afroamericano, ferito dai colpi sparati dagli agenti. Le manifestazioni si sono susseguite pacificamente durante il fine settimana, ma nella nottata di domenica la situazione è peggiorata, con una scontro a fuoco. Ad avere la peggio è stato un ragazzo di 18 anni, anche lui afroamericano, ferito dai colpi di arma da fuoco sparati dalla polizia. Le sue condizioni sono critiche. Il timore è ora che la situazione possa di nuovo peggiorare, con scontri violenti, come accaduto dopo la morte di Michael Brown.

Il ragazzo ferito si chiama Tyrone Harris: quattro agenti in borghese lo hanno visto correre all'interno di un parcheggio e si sono diretti, a bordo della loro auto, nella sua direzione, lampeggiando con i fari. Harris ha quindi aperto il fuoco, e la polizia ha risposto: uno dei dieci proiettili esplosi lo ha colpito. A suo carico, le autorità hanno annunciato 10 capi d'accusa, incluso l'assalto a forze dell'ordine.

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