Esteri

Cosa sappiamo delle interferenze russe sulla Brexit

Il Parlamento britannico chiede chirezza sui falsi account di Twitter già coinvolti nel Russiagate che hanno inviato messaggi a sostegno dell'uscita

#Brexit

Luciano Lombardi

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Mentre la premier britannica Theresa May lancia in direzione del Cremlino l'accusa plateale di ingerenze nella vita politica delle democrazie occidentali allo scopo di destabilizzarle, il quotidiano Times riporta i dati di due ricerche effettuate sulle attività social in prossimità del referendum che ha sancito la Brexit.

A quanto sembra, nelle 48 ore precedenti all'apertura delle urne, oltre 156 mila account Twitter russi hanno incluso l'hashtag #Brexit e, tra questi, 419 farebbero parte della stessa lista che comprende i 2.700 coinvolti nel Russiagate, perlopiù gestiti da software automatici. In totale, i messaggi a sostegno della Brexit sarebbero stati più di 45 mila.

Allarme bipartisan

L'indagine riporta in superficie sospetti già denunciati dai fautori della campagna Remain contro l'abbandono dell'Europa, che il governo puntualmente sconfessò. Tuttavia, alla luce delle nuove rivelazioni, esponenti di entrambi gli schieramenti stanno lanciando appelli alla May affinché intervenga per far luce sull’accaduto e una commissione parlamentare ha chiesto a Facebook e di rendere disponibili tutte le informazioni che riguardano i contenuti di provenienza russa che hanno avuto a che fare con la Brexit.

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