Esteri

Cile, da dove nasce la protesta delle studentesse

Università occupate, scioperi e manifestazioni per chiedere una società meno patriarcale e più vicina alle esigenze delle donne

Cile, studentesse in piazza per rivendicare il diritto alla parità di trattamento negli studi

Barbara Massaro

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Ventidue università occupate, altrettanti licei in tutto il Paese e oggi, sei giugno, sciopero generale delle donne cilene. Quella che, lo scorso 17 aprile, è iniziata come una protesta delle studentesse dell'Università Austral di Santiago del Cile contro la mancata rimozione dall'incarico di un professore reo di aver molestato un'assitente, si è trasformata nella più grande mobilitazione femminista che la storia del Cile ricordi.

Perché le studentesse hanno occupato

Contro un'istruzione superiore sessista, contro protocolli che distinguono maschi da femmine, contro una società patriarcale che chiede alle donne di rimanere sempre un passo indietro, le giovani cilene hanno incrociato le braccia e in migliaia sono scese in piazza rivendicando il loro diritto di sentirsi libere, sicure, tutelate e rispettate a casa propria.

 

Sono mesi che l'onda rosa attraversa il Paese e quella di oggi è stata solo la consacrazione di una protesta destinata a non finire al tramonto.

Non solo #MeToo

Non si tratta, quindi, della falange cilena di #MeToo, ma di un movimento autonomo, per nulla esterofilo e attento alle esigenze proprie delle donne locali. Si tratta di una lotta profonda e appoggiata dal 70% della popolazione cilena che plaude a queste giovani donne e alla loro volontà d'invertire il senso della ruota del loro destino.

Lo scorso venerdì persino le iscritte alla Universidad Católica hanno bloccato gli accessi all'ateneo per ottenere maggiori diritti sia per le studentesse sia per il personale femminile docente e amministrativo. Viene chiesta parità nei salari, diritto agli asili nido aziendali per le donne lavoratrici e stessi trattamenti nella sanità pubblica.

Catalina Cabello, una delle portavoce del movimento dell'Universidad Católica alla stampa locale ha dichiarato: "Questo movimento non si fermerà alle università. Vogliamo prendere parte alla costruzione di una nuova società femminista". 

2018: l'anno delle donne

Il dato che fa riflettere è quello che analizza come il 2018 in tutto il mondo occidentale sia stato l'anno delle donne. Oltre al movimento #MeToo, infatti, ci sono state le ragazze di #NiUnaMàs, e coloro che hanno protestato in Spagna contro La Manada dando luogo al movimento M-8.

Donne che gridano, che alzano la voce e che trovano nel gruppo la forza di moltiplicare l'espressione di un dolore che fino a qualche mese fa rimaneva relegato nello stretto ambito locale (o domestico). Giusto a 50 anni dai moti di protesta del 1968 le ragazze del 2018 stanno scrivendo una pagina di storia destinata a rimanere negli annali a livello mondiale. 

"E' una ribellione culturale contro il patriarcato - ha dichiarato Faride Zerán, portavoce dell'Università del Cile - Stiamo vivendo un processo di crescita e la società va avanti vivendo una mutazione sul tema delle differenze di genere".

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