Esteri

Bill Cosby va in carcere: è la prima condanna penale in epoca #MeToo

Nessuna attenuante per colui che il giudice della Pennsylvania ha definito "Un predatore sessuale violento"

Bill Cosby mentre viene condotto in prigione

Barbara Massaro

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Dall'aula del tribunale di Norristown, in Pennsylvania alla prigione di stato. Nessuna attenuante per Bill Cosby, ritenuto "Guilty", Colpevole, di aver molestato nel 2004 l'ex giocatrice di pallacanestro Andrea Constand.

Cosby starà in carcere per un tempo che può variare da un minimo di tre a un massimo di 10 anni e non può uscire su cauzione. Neppure l'età, 81 anni, dell'attore ha convinto il giudice a concedere gli arresti domiciliari come chiesto dalla difesa.

Si tratta della prima condanna penale dallo scoppio dello scandalo molestie sessuali a Hollywood.

Il giudice Steven O'Neill, nel leggere la sentenza, aveva descritto Cosby quale "Violento predatore sessuale"sottolineando che "Nessuno è al di sopra della legge". 

"E' il momento di fare giustizia" ha detto motivando le ragioni che lo hanno spinto a negare all'ex papà buono de I Robinson qualunque attenuante.

Il caso Cosby

Delle oltre 60 donne che dal 2014 a oggi hanno accusato Cosby di averle prima drogate e poi violentate seguendo un copione seriale che si è protratto per quasi 50 anni, solo una è riuscita a ottenere il rinvio a giudizio per l'attore.

La forza di Andrea Constand

Si tratta dell'ex giocatrice di pallacanestro Andrea Constand che, per la seconda volta, è riuscita a trascinare l'attore in aula. Nel primo caso, però, il verdetto dei giudici si arenò su un binario morto e nel 2017 tutto finì in un nulla di fatto.

Questa volta, però, le cose sono andate diversamente. Il giudice Steven O’Neill, infatti, ha ammesso a testimoniare altre 5 donne che hanno confermato il copione messo in atto da Cosby, compromettendone la credibilità davanti alla giuria.

Tra queste c'è Heidi Thomas che ha raccontato alla corte come, nel 1984, dopo che l'attore le aveva servito del vino, è caduta in un sonno profondo dal quale si è svegliata solo 4 giorni dopo.

Testimonianza analoga è stata quella dell'ex modella statunitense Janice Dickinson che ha giurato che Cosby l’ha drogata e violentata in un hotel nel 1982, quando aveva 27 anni.

"Volevo colpirlo, volevo dargli un pugno in faccia - ha detto la Dickinson, oggi 63 anni - Ho provato rabbia, sono stata umiliata, disgustata".

Andrea Constand ha invece, ancora una volta, ripetuto come 14 anni fa l'attore, del quale era amica, l'abbia convinta a seguirlo a casa sua per parlare di una questione di lavoro e di come le abbia dato un paio di pillole per rilassarla un po' visto che era molto agitata dicendole che si trattava di un prodotto omeopatico per calmare i nervi.

In realtà era un sonnifero e quando la Constand ha aperto gli occhi Cosby era su di lei che la stava penetrando.

La donna ai tempi sporse denuncia ma non venne creduta.

Perché la sentenza Cosby è importante per tutte le donne

E' questo il vero dato significativo della sentenza Cosby come sottolineato anche da uno dei legali della Constand Gloria Allred: "Siamo così felici perché finalmente possiamo dire che le donne vengono credute, e non solo su #MeToo, ma in un tribunale".

La giuria, composta da 7 uomini e 5 donne, ha impiegato solo 14 ore a emettere la sentenza e Cosby è stato ritenuto colpevole di tutti e tre i capi d'imputazione che pendevano su di lui. Oltre al carcere l'attore dovrà pagare anche una penale di 25.000 dollari.

In attesa che venga resa nota la decisione del giudice Cosby si trova agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e

Il dopo #MeToo

Il processo a colui che ha rappresentato un colosso della televisione americana è un precendente importante per la letteratura forense USA.

Fino a oggi nessuno a Hollywood era stato processato per crimini sessuali e uno dei grandi meriti di Me Too - il movimento globale che ha sollevato il tappo al vaso di Pandora mostrando come nel mondo del lavoro molestare una donna sia all'ordine del giono - è stato quello di dare un nome e cognome alla pratica di chi chiede favori sessuali in cambio di avanzamenti di carriera o una palpatina al seno per un contratto di lavoro (per non andare oltre).

Si chiama molestia sessuale, e molestare una donna è un reato.

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