Redazione

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Da domani ufficialmente "anatra zoppa", Barack Obama non ha rinunciato alla partita di basket con gli amici il giorno del voto: la sua tradizione elettorale. Dopo aver fatto campagna fino a tardi con Hillary Clinton, il capo della Casa Bianca è arrivato sul campo dell'Army's Fort McNair come ogni anno delle "sue" presidenziali.

La fine di un'era

Per Obama è la fine di un'era: "Sai, mi mancherà questo aereo", ha detto il Commander in Chief a un ragazzino venuto a festeggiarlo all'aeroporto di Portsmouth in New Hampshire: "Ce l'ho ancora per pochi mesi". Anatra zoppa, "lame duck" nel gergo politico americano, è il presidente nel "trimestre bianco" tra Election Day e l'insediamento del successore il 20 gennaio, ma Obama è un'anatra che volerà alto anche dopo il voto.

Gli ultimi impegni

L'Air Force One lo porterà il 16 novembre a Berlino per il vertice (il 18) con Angela Merkel, Matteo Renzi, Francois Hollande e Theresa May: conflitti in Siria e Ucraina sul piatto, e poi crisi dei migranti e il TTIP, convitato di pietra il vincitore o la vincitrice dell'8 novembre.

Poi di nuovo un viaggio a Lima, in Perù, per il vertice dell'Apec. Altre sorprese potrebbero essere nel cappello. Oggi, non una sorpresa, l'appello al voto su Twitter: "Il progresso è sulla scheda". 

L'inizio della carriera politica

È la fine di un'era anche per l'America: cominciò nel 2004 quando al giovane neofita delle aule del Senato fu affidato il keynote speech della Convention Democratica e fin da allora infiammò la platea.

In quello stesso anno Donald Trump inaugurò il You are Fired!, sei licenziato, nella trasmissione The Apprentice che ne rilanciò il pubblico profilo, ma per Obama quella parola, "fired", ha sempre avuto un altro significato: "Fired Up, Ready to Go", ha ripetuto anche ieri il presidente nel tour della nostalgia, con le stesse canzoni di Bruce Springsteen e degli U2 che avevano fatto da colonna sonora alle cavalcate elettorali del 2008 e del 2012: "Non farò più campagna elettorale, almeno per un poco".

Progetti

Da quello che ha fatto capire, Obama però non intende chiamarsi fuori da quella "seconda vita" post-presidenziale che spesso modella l'eredità politica di chi ha guidato l'America. Insomma, non si darà al golf come Gerald Ford o alla pittura come George W. Bush. "Tornerò a fare il tipo di lavoro che facevo prima, trovare il modo di aiutare le persone", aveva anticipato l'anno scorso il primo presidente afroamericano. "Aiutare i giovani a ricevere istruzione, aiutare la gente a trovare lavoro e cercare di portare imprese nei quartieri che non ne hanno abbastanza. Questo è il tipo di lavoro che amo fare".

Intanto si sa che, quando a gennaio cederà la Casa Bianca al suo successore, Obama non cambierà città, a differenza dei suoi predecessori: si sposterà con la famiglia di sole due miglia, nel quartiere esclusivo di Kalorama, a Washington. La scelta di restare nella capitale è per la figlia Sasha che finirà le scuole superiori nel 2018.

La casa a Washington

Gli Obama hanno affittato una magnifica casa in mattoni del 1928 da 6 milioni di dollari con nove camere e un ampio giardino, di proprietà  di Joe Lockhart, ex consigliere di Bill Clinton. L'ex presidente ha un vitalizio da 205.700 dollari all'anno, assistenza sanitaria gratuita e la scorta 24 ore su 24. Ma Obama ha già  detto che si metterà  sul "mercato del lavoro": "Andrò su Linkedin e vedrò cosa viene fuori", ha scherzato.

Potrebbe scegliere di creare una propria fondazione, come il Carter Center per la pace mondiale e la lotta alle malattie o la Clinton Global Initiative che si occupa di cambiamenti climatici, sviluppo e sanità-

Le memorie

Dai tempi di Calvin Coolidge, poi, la maggior parte dei presidenti hanno scritto le proprie memorie che spesso si sono rivelate autentici bestseller, come Bill Clinton che nel 2004 per il suo My Life ricevette in anticipo 15 milioni di dollari. Dal 2005 Obama ha già guadagnato 15,6 milioni di dollari dai suoi tre libri precedenti (Dreams from My Father, The Audacity of Hope e il libro per bambini Of Thee I Sing). Poi c'è il circuito delle conferenze: Bill Clinton guadagna oltre 100.000 dollari a discorso e a volte ne pronuncia più d'uno alla settimana.

Michelle in politica?

Stesso discorso per la 52enne Michelle, che non appare destinata a rientrare nell'ombra dopo la popolarità  guadagnata da First Lady: anche per lei e' probabile un libro di memorie e qualche conferenza, senza escludere progetti ancora più ambiziosi, perchè no, anche in politica.

Tra gli altri possibili lavori di Obama c'è un ritorno all'insegnamento del diritto (che era quello che faceva prima di entrare in politica): University of Chicago, Harvard e Columbia University sono gli atenei che potrebbero contenderselo. Non è da escludere neppure che si butti nello sport e nell'amato basket: il sogno è di diventare proprietario di una franchigia Nba, anche se i suoi Chicago Bulls non sono in vendita.

Di certo, resterà  impegnato al fianco dei giovani, nei progetti educativi, e non smetterà  di seguire i temi cruciali delle sue due presidenze come il disarmo nucleare, la lotta ai cambiamenti climatici, la riforma sanitaria, il controllo delle armi, i diritti delle minoranze.

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