Redazione

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11 aprile 2016

Avrebbero dovuto colpire di nuovo Parigi i terroristi della cellula di Moelembeek responsabile degli attentati del 13 novembre 2015 nella capitale francese e di quelli di Bruxelles del 22 marzo.

Domenica 10 aprile gli investigatori belgi che lavorano alle indagini sulle stragi alla metropolitana e all'aeroporto della capitale belga, hanno fatto il punto su quanto si sa fino a oggi delle attività del gruppo.

In primo luogo, i due attentati di Bruxelles, che hanno ucciso 32 persone, sono stati un ripiego dell'ultima ora, rispetto a un piano più ambizioso e dalle conseguenze più gravi che avrebbe dovuto probabilmente colpire di nuovo Parigi, come negli attentati del 13 novembre, probabilmente durante i campionati europei di calcio, Euro 2016, riporta lunedì mattina il quotidiano Libération.

È stato l'arresto di Salah Abdeslam il 18 marzo a spingere i complici ad accelerare l'esecuzione e a puntare su bersagli più semplici e a Bruxelles, dove si trovava la base della cellula, i cui componenti principali si presume siano ora o morti o in custodia delle autorità, con qualcuno ancora in fuga, dopo l'arresto di Mohamed Abrini, venerdì 8 aprile.

Proprio quest'ultimo avrebbe fornito le informazioni sul vero piano jihadista per colpire di nuovo Parigi.

Una versione che, tra l'altro, sembra confermare quanto scritto nel 'testamento' di Ibrahim El Bakraoui, uno dei due kamikaze dell'aeroporto di Bruxelles, trovato nel computer gettato in un cestino dei rifiuti prima di partire per la missione suicida dall'appartamento di Rue Max Roos a Schaerbeek, il covo scoperto subito dopo l'attacco grazie alla segnalazione del tassista che portò la cellula a Zaventem.

L'esperto francese di antiterrorismo Claude Moniquet, sostiene che obiettivo del piano "mancato" fosse il quartiere parigino de La Défense, il cuore del dell'economia francese, lo stesso che avrebbe voluto colpire anche Abelhamid Abaaoud, la 'mente' degli attacchi del 13 novembre, se non fosse stato ucciso dalle forze di sicurezza francesi il 18 novembre a St.Denis. Secondo alcuni media, l'attentato sarebbe stato programmato per i giorni degli Europei di calcio in Francia nel prossimo giugno.

Sabato, Abrini ha ammesso di essere l'uomo col cappello poi fuggito a piedi lasciando una valigia-bomba inesplosa a Zaventem. Ma gli investigatori hanno ancora dubbi su questo particolare.
Per l'analista fiammingo Pieter Van Ostayen, le confessioni potrebbero essere invece il tentativo di coprire qualcuno. Alcuni dettagli suonano certamente poco credibili, come quello che avrebbe "venduto" il famoso cappello dopo essersi invece disfatto della giacca bianca gettandola in un cestino.

Dubbi anche sulla storia raccontata da Assia B., la donna con pesanti precedenti psichiatrici che avrebbe dato rifugio ad Abrini a Anderlecht. E che si sarebbe fatta convincere dopo che "l'uomo col cappello" gli ha offerto una birra in un bar.

Il secondo uomo della metropolitana di Bruxelles
Sabato 9 aprile è emerso anche il nome di Osama Krayem. Arrestato nei giorni scorsi, sarebbe, secondo gli investigatori, un complice dell'attentato alla stazione del metropolitana di Maelbeek, Si vedrebbe in un video di sorveglianza parlare brevemente con Khalid el-Bakraoui -il terrorista suicida che si è fatto esplodere- in un'altra stazione della metropolitana, pochi minuti prima dell'attentato.

Krayem è anche stato in Siria lasciando la sua abitazione a Rosengard, sobborgo di Malmö in Svezia. Aveva una fedina pensale fatta di piccoli furti e spaccio.
Poi "gli hanno fatto il lavaggio del cervello", hanno detto la zia ed un assistente per l'integrazione che lo conosceva bene.

Intanto fonti di polizia lasciano trapelare che c'è ancora un ricercato: il terzo uomo raccolto da Salah Abdeslam il 3 ottobre a Ulm in Germania. Gli altri due, Osama Krayem e Amine Choukri, sono stati arrestati. Del terzo non è stata diffusa l'identità. Il timore è che possa essere lui ad avere la sacca esplosiva che Krayem aveva con sé quando lasciò solo il kamikaze della metropolitana, Khalid El Bakraoui. Sarebbe quella sacca-bomba che la polizia cercava sabato a Etterbeek, nel secondo covo della cellula del 22 marzo.
È evidente comunque che la ricostruzione ha ancora numerosi punti oscuri.

9 aprile

La procura Federale belga ha rivelato che Mohamed Abrini era "l'uomo con il cappello", come è stato soprannominato dai media, il terzo uomo del commando terrorista che si fece esplodere il 22 marzo all'aeroporto Zaventem di Bruxelles.

Albrini, arrestato ieri ad Anderlecht, uno dei quartieri a rischio di Bruxelles, non portò a termine il suo piano perché il suo ordigno, celato in una valigia, non esplose

8 aprile

Il super ricercato della strage di Parigi e complice di Salah Abdeslam, Mohamed Abrini, è stato arrestato. La sera del 13 novembre 2015 Abrini era con Abdeslam alla guida della Renault Clio poi usata per gli attacchi nella capitale francese.

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Abrini potrebbe anche essere l'uomo con il cappello, ricercato per la strage all'aeroporto di Bruxelles. La procura conferma che sono in corso delle indagini per accertarlo. È stato arrestato nella zona di Anderlecht, un quartiere periferico di Bruxelles adiacente a Molenbeek. Era in compagnia di Osama Krayem, l'uomo che avrebbe acquistato le valigie usate per la strage in Belgio. Ci sono stati altre tre arresti ma non sono ancora note le identità degli altri fermati. 

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Belga di origine marocchina, 31 anni, Abrini era stato ripreso dalle telecamere di una stazione di servizio l'11 novembre scorso, due giorni prima degli attentati di Parigi, mentre si trovava a bordo di un'auto a Ressons, sulla strada verso la capitale francese. Era lui alla guida di una Renault Clio. Secondo gli investigatori, Abrini avrebbe soggiornato per un periodo di tempo in Siria; suo fratello minore Souleyman era entrato nell'Isis ne gennaio 2014, ed è morto otto mesi dopo. L'altro, il più giovane, era nelle cellula terrorista di Abdelhamid Abaaoud. In passato Abrini era stato condannato per rapina. Insieme con lui è stato arrestato un secondo sospetto, ripreso dalle telecamere della stazione Petillon della metropolitana di Bruxelles mentre era con il kamikaze che si sarebbe fatto esplodere qualche fermata dopo.

L'altro arresto

Si chiama Osama Krayem il secondo sospetto arrestato oggi insieme a Mohammed Abrini ad Anderlecht, sobborgo di Bruxelles: lo riferiscono i mass media belgi, secondo cui l'uomo sarebbe lo stesso avvistato il 22 marzo scorso, giorno degli attentati nella capitale, all'interno della stazione di Petillon della metropolitana, reduce dall'essere entrato in contatto con Khalid El Brakraoui, il kamikaze che poco dopo si sarebbe fatto esplodere a qualche fermata di distanza, in quella di Maelbeek.

Per gli attacchi in Belgio avrebbe avuto un ruolo logistico: nel centro commerciale 'City2' avrebbe acquistato le borse utilizzate dai jihadisti per riempirle di esplosivo. Siriano, 28 anni, anch'egli da tempo ricercato, Krayem sarebbe inoltre coinvolto nelle stragi a Parigi del 13 novembre, ma con un ruolo su cui non e' ancora stata fatta sufficiente chiarezza. Stando a indiscrezioni filtrate attraverso i giornali locali, tracce del suo Dna sarebbero state trovate nell'appartamento di Schaerbeek, altro quartiere periferico, da dove partirono per la loro spedizione di morte gli attentatori che colpirono l'aeroporto internazionale di Zaventem.

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