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Economia

Tutti gli affari del Qatar in Europa e nel mondo

Grazie al gas gli sceicchi hanno accumulato un patrimonio di 340 miliardi di dollari che sono stati investiti soprattutto in Europa

Partecipazioni a Hollywood, uffici a New York, proprietà immobiliari e grandi magazzini a Londra, maison di moda e alberghi a 5 stelle in Italia, squadre di calcio a Parigi.

Grazie ai gas-dollari, il Qatar è riuscito ad ammassare negli anni una montagna di denaro, con cui è riuscito a conquistare piccoli pezzi di Occidente (qualche osservatore americano lo chiama "soft-power" di Doha). Del resto è uno dei paesi più ricchi del mondo.

Recenti stime parlano di un patrimonio di circa 338 miliardi di dollari investiti ovunque nel globo e nei settori più disparati tramite il fondo sovrano Qia, creato nel 2005 per gestire gli introiti provenienti dalla vendita di idrocarburi.

A questi si aggiungono gli investimenti effettuati da altre società che fanno capo a investitori qatarioti legati alla famiglia regnante al-Thani.

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Prima l’Europa, ora gli USA

Gli sceicchi negli scorsi due lustri hanno preferito puntare le loro fiches sul Vecchio Continente, considerando la familiarità che hanno con città come Parigi, Londra e Zurigo e la passione per il lusso e i brand europei, da Valentino a Harrods fino a Volkswagen, di cui gli sceicchi sono i principali soci.

Ora però l'attenzione sembra essersi spostata Oltreoceano, come faceva notare l'Arabianbusiness.com: il Qia di recente ha aperto nuovi uffici a New York e ha pianificato investimenti per 35 miliardi di dollari entro il 2020 negli USA.

Soldi che andranno soprattutto nell’immobiliare: molti dei grattacieli di New York e Los Angeles sono di proprietà del Qatar (ha il 10% dell'Empire State Building), che è il quarto investitore più grande nell'immobiliare a uso ufficio negli USA.

Il gas naturale

Ma in principio c’è il petrolio, anzi il gas naturale. L'emirato è uno dei principali esportatori di metano e la sua economia, come per i suoi vicini, si basa sulla vendita di queste commodities e di prodotti petroliferi, che raggiungono soprattutto l’Asia, dove sono andate la metà delle esportazioni nel 2015.

Se potete accendere la luce in Giappone, Corea del Sud, Taiwan e Hong Kong, è grazie al gas qatariota che alimenta le centrali elettriche in questi paesi; metano che, grazie al trasporto via nave, negli ultimi anni ha raggiunto anche la Cina e l'India.

In Italia, il gas del Qatar arriva ai rigassificatori di Rovigo e Livorno (è il quarto paese esportatore).

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Le altre materie prime

Non si vive di solo petrolio. Qia ha avuto, infatti, un ruolo di primo piano nella maxi-fusione da 29 miliardi di dollari tra i due colossi delle miniere anglo-elvetici Glencore e Xstrata (carbone, ferro, rame, zinco).

Di recente, sempre in tandem con Glencore, ha partecipato a una grossa operazione, finanziata con oltre 5 miliardi di euro da Intesa Sanpaolo, per l’acquisto del 19,5% del capitale della compagnia petrolifera russa Rosneft.

Aerei e aeroporti

Qatar Airways è la prestigiosa compagnia di bandiera qatariota (fattura circa 10 miliardi di dollari l'anno), controllata dal fondo sovrano Qia, che gestisce inoltre l’aeroporto del paese, l'Hamad International Airport, il cui valore è stimato in 17 miliardi di dollari.

Il Qatar possiede anche il 24,9% dell’aeroporto di San Pietroburgo in Russia e ha anche il 20% dell’aeroporto Heathrow di Londra e ha aumentato la propria partecipazione in British Airways. In Italia gli sceicchi sono soci di Meridiana.

Le banche

Il Qia è anche il principale azionista della Qatar National Bank, una delle banche più grandi del Golfo Persico. Approfittando della crisi del 2008, l'emirato ha allungato i tentacoli anche in due grandi banche europee: Credit Suisse e Barclays.

Nel 2014 è poi diventato uno dei principali soci di Deutsche Bank, accanto ai cinesi e agli americani di BlackRock, grazie a un’iniezione nel capitale da 1,75 miliardi di euro.

Lo scorso anno si era parlato di un possibile interessamento degli sceicchi per Mps, affare che poi, come si è visto, è sfumato.

Sport e cinema

Gli sceicchi non disdegnano il divertimento, soprattutto quando fa rima con business. Il Qatar ospiterà i Campionati mondiali di calcio nel 2022.

La Qatar Sports Investments nel 2011 ha messo le mani sul Paris Saint Germain, la squadra di calcio più importante di Parigi, mentre il broadcaster qatariota BeIN Media Group ha acquistato la Miramax, la società cinematografica californiana che ha prodotto, tra gli altri "Pulp Fiction".

Dal Qatar trasmette poi Al Jazeera, l’emittente indipendente dei paesi arabi, fortemente voluta da Hamad bin Khalifa al-Thani, padre dell’attuale emiro del Qatar, che ha guidato il paese fino al 2013.

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