Samsung-BlackBerry: le cinque cose da sapere
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Samsung-BlackBerry: le cinque cose da sapere
Economia

Samsung-BlackBerry: le cinque cose da sapere

Cosa c’è di fondato (e cosa no) su quella che potrebbe essere la fusione dell’anno

C'è del vero nella notizia diffusa oggi dalla stampa americana di un accordo per l’acquisto di Blackberry da parte di Samsung? A leggere quanto apparso sul sito della società canadese sembrerebbe proprio di no. "BlackBerry non è impegnata in discussioni con Samsung in merito a qualsiasi eventuale offerta di acquisto", ha smentito seccamente la casa della Mora. Cosa che ha fatto anche Samsung, a distanza di qualche ora tramite un suo portavoce.

Tuttavia, come sempre succede in questi casi, vien da credere che l’ipotesi non sia del tutto campata in aria. Perché non è la prima volta che si parla di una liason fra le due società e perché mai come in questo momento storico una fusione potrebbe avere senso, per l’una e per l’altra parte.

Qui di seguito proveremo a capire quali sono i motivi che rendono probabile - o quantomeno possibile - un accordo fra le due società, e quali invece no [Scorri Avanti per continuare].

1. Perché Samsung è interessata a Blackberry

La domanda sorge spontanea: cosa se ne fa un colosso come Samsung, che ogni anno fattura più di 150 miliardi di dollari, di un marchio che ha perso lo smalto dei tempi migliori e che dal punto di vista puramente finanziario due anni fa è stata molto vicina alla bancarotta? A ben guardare ci sono almeno tre (buoni) motivi che fanno di BlackBerry un "bocconcino" ancora prelibato, soprattutto per una società che non ha mai avuto grossi problemi di liquidità: i servizi e le applicazioni per il mondo business (settore nel quale per anni la società canadese è stato lo standard di riferimento), la presenza di una piattaforma software (Qnx) sempre più popolare fra le tecnologie per l’intrattenimento in auto e del cosiddetto Internet of Things e ovviamente i brevetti. Su quest’ultimo versante - fa notare il Wall Street Journal - il patrimonio di BlackBerry è davvero ricco, potendo contare su circa 44mila brevetti.

2. Perché BlackBerry dovrebbe vendere

Più facile comprendere i motivi che, sull’altra sponda, porterebbero il management di BlackBerry a cedere alle ipotetiche lusinghe dei coreani. Dopo aver tentato invano di recuperare il terreno perduto da Android e iOS con l’annuncio del sistema operativo BlackBerry 10 e dopo aver visto crollare le sue azioni di quasi il 90% in tre anni (dal 2010 al 2013), la società canadese sembra aver definitivamente alzato bandiera bianca nel segmento consumer per dedicarsi al primo amore, quello delle soluzioni per l'impresa. Un eventuale acquisto da parte di Samsung consentirebbe ovviamente alla società di avere alle spalle una potenza di fuoco completamente diversa per rialimentare un fuoco che a Waterloo non si è ancora spento definitivamente (come dimostra fra le altre cose l’annuncio sul finire dello scorso anno dell'ennesimo smartphone dotato di tastiera Qwerty).

3. Il valore dell’offerta

Secondo Reuters, la prima agenzia a far circolare la voce di una compra-vendita, i vertici delle due società si sarebbero incontrati la settimana scorsa per discutere un'operazione che oscillerebbe complessivamente tra i 6 e i 7,5 miliardi di dollari. Più precisamente i rumors parlano di un'offerta iniziale di Samsung fra i 13,35 e i 15,49 dollari per azione, per un valore complessivo di, appunto, 6-7,5 miliardi di dollari. Proprio la consistenza dell’offerta sarebbe secondo molti il vero nodo dell’operazione. Quanto messo sul piatto dai coreani rappresenta a conti fatti un gruzzolo fra il 38 e il 60% più alto rispetto alle quotazioni attuali dell'azienda di Waterloo. Tuttavia, nel recente passato ci sono state offerte ben più eclatanti di quella accreditata a Samsung: i 12,5 miliardi versati da Google a Motorola nel 2012 rappresentano in questo senso un precedente che non si può dimenticare.

Verso una "Samsberry"?

Ma veniamo al dunque. Se - in barba alle smentite - l’operazione dovesse davvero andare in porto, cosa ne sarebbe di BlackBerry (e di Samsung)? I precedenti nella letteratura del settore parlano di due possibili scenari. Il primo: Blackberry diventa un brand della società coreana deputato perlopiù allo sviluppo di soluzioni per il segmento business. La seconda: Blackberry viene completamente fagocitata da Samsung un po’ come successo a Nokia con Microsoft. In entrambi i casi tutti servizi di punta del portfolio BlackBerry migrerebbero all’interno dei dispositivi Samsung. Gli inviolabili sistemi di cifratura Blackberry, ad esempio, finirebbero all’interno di Knox (la piattaforma per la sicurezza dei dipsoitivi Samsung di fascia alta), il BBM diventerebbe il messenger aperto per gli smartphone Galaxy, Blackberry Bridge la soluzione di mirroring per i laptop Ativ e, chissà, BlackBerry 10 il sistema operativo proprietario da affiancare ad Android nella sempiterna lotta contro i rivali di Apple.

5. Una strategia comune contro la minaccia cinese

Ma, più di qualsiasi cosa, un’eventuale fusione consentirebbe sia a Samsung che a BlackBerry di rafforzarsi in quella che da qui ai prossimi tre anni sarà la sfida più impegnativa per tutti i “top player” del mercato: quella contro le realtà cinesi - come Huawei, Xiami, Oppo - che stanno letteralmente scombussolando gli equilibri nella fascia medio-bassa del mercato. Sia Samsung che BlackBerry stanno cercando nuove strategie, sia nei mercati consolidati che in quelli emergenti (ad esempio in India) ma faticano a trovare risposte convincenti. Mai come in questo caso l'unione farebbe la forza; e non è detto che questo basti.

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