Redditometro, i richiami alla privacy non spaventano il Fisco
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Redditometro, i richiami alla privacy non spaventano il Fisco
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Redditometro, i richiami alla privacy non spaventano il Fisco

L’Agenzia delle entrate annuncia che terrà conto dei rilievi del Garante, ma senza rivedere i propri programmi

Nuovo redditometro deve essere e nuovo redditometro sarà. Neanche i tanti e puntuali rilievi del Garante della privacy hanno dissuaso l’Agenzia delle entrate dal rivedere o perlomeno posticipare, l’avvio dell’utilizzo del nuovo strumento di lotta all’evasione fiscale. In realtà una sorta di stop c’era stato quest’autunno, quando dopo aver annunciato il via a circa 35mila controlli, fu lo stesso direttore dell’Agenzia Attilio Befera a comunicare che l’invio delle lettere di notifica era stato sospeso. Il tutto per dare proprio il tempo necessario al Garante della privacy di analizzare con attenzione il dossier redditometro.

REDDITOMETRO, PRIVACY A RISCHIO

Ora l’analisi c’è stata, e anche le conclusioni, che non sono state proprio irrilevanti. Ad esempio, su uno dei temi più dibattuti, quello delle spese giornaliere, tipo alimentari e abbigliamento che dovevano essere calcolate con le medie Istat, il Garante ha posto uno stop netto. Eppure, tutto questo interventismo dell’Autorità che dovrebbe garantire la riservatezza dei dati personali dei cittadini, è stato assorbito con grande disinvoltura dall’Agenzia delle entrate. “Siamo assolutamente in linea con le indicazioni del Garante della Privacy, che non ci creeranno nessun problema” ha affermato in un recente dibattito pubblico il numero uno del nostro Fisco, Attilio Befera.

SPESE INCONGRUENTI, RINVIATI I PRIMI CONTROLLI

Gli hanno fatto eco alcuni suoi collaboratori, che in merito proprio alle medie Istat, hanno sorvolato, affermando che in ogni caso si tratterebbe di casi residuali, e quindi poco significativi. Dunque si metta pure l’anima in pace chi pensava che i rilievi dell’Authority sulla privacy avrebbero rallentato i piani dell’Agenzia delle entrate in merito all’utilizzo del nuovo redditometro. Anzi, verificato il parere favorevole, seppur condizionato, dell’ultima istituzione, il Garante appunto, che poteva porre dei veti all’utilizzo del nuovo redditometro, per il nostro Fisco ora i tempi sono più che maturi per testarne finalmente in maniera pratica l’efficacia. Test che a questo punto dovrebbero iniziare a gennaio del prossimo anno.

NUOVO REDDITOMETRO, ECCO CHI NON HA NULLA DA TEMERE

E paradossalmente, proprio il semaforo verde arrivato dal Garante della privacy, renderà, secondo i responsabili dell’Agenzia delle entrate, ancora più forte il nuovo redditometro. Effettuati infatti gli adeguamenti richiesti dall’Authority, condivisi ovviamente in toto dall’Agenzia, i nostri ispettori del Fisco si ritroveranno tra le mani uno strumento, se possibile, ancora più potente, visto che sarà tutelato da tanti possibili, e da molte parti già preannunciati, ricorsi. Insomma, i tempi sono ormai maturi, e chi è sfuggito al primo giro di controlli preannunciati quest’autunno, da gennaio tornerà a tremare: sempre ovviamente che abbia qualcosa da nascondere al Fisco. 

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