Economia

Psi, una sigla da partito per i privati greci schiacciati dal debito di Atene

“Con il miele?” È quanto esclama in un eccesso di entusiasmo un ospite sgangherato di Gracchus Garovirus, il governatore romano di Condate, tra i personaggi cult del mitico fumetto “Asterix e Obelix” creato nel 1959 da René Goscinny e Albert …Leggi tutto

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“Con il miele?” È quanto esclama in un eccesso di entusiasmo un ospite sgangherato di Gracchus Garovirus, il governatore romano di Condate, tra i personaggi cult del mitico fumetto “Asterix e Obelix” creato nel 1959 da René Goscinny e Albert Uderzo. È in corso un banchetto piuttosto osè (diciamo così) quando Graccus annuncia che stanno arrivando le trippe di cinghiale fritte nel grasso di uro. E l’ospite chiede: “Con il miele?”.

Ecco… Chissà se Charles Dallara & Co., ossia la “troika” dei rappresentanti dei creditori privati greci che lunedì 20 in nottata ha incontrato alcuni funzionari del ministero delle Finanze di Atene ha esclamato altrettanto! Semplice ironia? Può darsi. Ma sta di fatto che i tre siano tornati inaspettatamente sulla scena e gli si chiede di fare ancora di più.

Il nodo sta in una sigla: Psi. Nulla a che vedere con il partito che fu di Bettino Craxi e soci! Questo è l’acronimo di Private Sector Involvement e indica il coinvolgimento degli investitori privati nelle perdite legate alla ristrutturazione di un debito sovrano. Il Psi è stato coniato proprio con la crisi ellenica.

Motivo: in autunno la solita Frau Merkel (e non solo) aveva posto come pre-condizione a ulteriori interventi di salvataggio la partecipazione allo “scotto” di banche e fondi d’investimento. In soldoni: toccava pure ai privati fare la loro parte. Senza troppe discussioni. E così è stato: il 26 ottobre è stato raggiunto l’accordo che prevede per i grandi investitori perdite “volontarie” pari al 50% del valore nominale delle obbligazioni greche detenute equivalente a un taglio netto (haircut) del 70-75% del valore di mercato. Mica briciole.

Numeri alla mano: 450 tra banche e fondi privati tra i maggiori al mondo detengono bond di Atene per 200 miliardi di euro. E ora? Bruxelles vuole di più. Non è dato sapere quanto. Almeno per ora. Ma urge un sacrificio ulteriore. E c’è chi punta sul fatto che l’offerta di scambio venga formalizzata l’8 marzo e conclusa entro un paio di giorni. Nel frattempo il Parlamento greco lavorerà a una legge sulle “clausole collettive”. Obiettivo: fare in modo di imporre anche a chi si rifiuta di aderire all’accordo di farlo. Pure retroattivamente.

In barba ad alcuni hedge fund ribelli che minacciano cause di ogni tipo. Ma c’è di più. C’è il rovescio della medaglia. Perché d’ora in poi i titoli di Stato dell’Eurozona non potranno essere considerati “risk free” ossia privi del rischio di credito e di insolvenza da parte dello Stato debitore. E, quello che è peggio, i privati avranno un ruolo subordinato rispetto ai non privati in caso di “crack”.

Risultato: prima verrà rimborsato il fondo Ue salva-Stati (oggi Efsf, domani Esm) e l’Fmi (Fondo monetario internazionale) e poi semmai gli altri. Unica consolazione: in tutto ciò i piccoli risparmiatori non saranno coinvolti. A differenza di quanto accadde in Argentina. Che possa bastare?

E ora un po’ di relax con i mitici galli. ASTERIX ALLE OLIMPIADI, il terzo film della saga, uscito nel 2008, vanta un cast stellare tra cui Gerard Depardieu (Obelix) e Alain Delon (Giulio Cesare)

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