Pil, perché rallenta per colpa della politica
ANSA/ETTORE FERRARI
Pil, perché rallenta per colpa della politica
Economia

Pil, perché rallenta per colpa della politica

L’ incertezza sulle misure del governo frenano consumi e investimenti. Così l’economia italiana ne risente

Per il governo cresceremo forse dell’1,6%, o almeno si spera. Ma per il Centro Studi di Confindustria (Csc), che i conti li sta preparando già da mesi, purtroppo il pil italiano batterà la fiacca. Nel 2019 salirà di un striminzito 0,9%, dopo l’1,6% del 2017 e l’1,1%  del 2018. La colpa di questa frenata è di tanti fattori, per esempio dell’andamento non troppo esaltante delle esportazioni, che risentono della forza dell’euro e di un clima non favorevole nello scacchiere dei commerci internazionali, zavorrati dali dazi americani di Trump. 

Ma a frenare l’economia è pure un altro fattore che ben poco ha a che fare con l’import o l’export. Si tratta dell'incertezza politica che il nostro paese sta attraversando dal 4 marzo scorso, dopo le elezioni che a fatica hanno portato alla formazione del governo Lega-5 Stelle. Queste incertezze politiche, secondo gli economisti di Confindustria, pesano sui comportamenti degli investitori e dei consumatori. 

Più risparmio ma consumi a singhiozzo

E’ vero che il reddito disponibile delle famiglie sta crescendo e potrebbe accelerare grazie al mancato aumento dell’iva e di altre imposte. Tuttavia, a detta degli economisti di Confindustria, l’accresciuta incertezza, generata appunto dalle vicende politiche interne spinge gli italiani “a una maggiore prudenza nella gestione dei bilanci familiari, come già si osserva da diversi indicatori di fiducia e dai dati fino ad oggi disponibili”.

I nostri connazionali oggi hanno un po’ più soldi in tasca rispetto a qualche anno fa ma, già secondo i dati sul 2018, invece di spenderli al supermercato facendo crescere i consumi preferiscono tenerseli stretti. Non a caso,  già nel 2018 è stato rilevato un aumento del tasso di risparmio. La stessa cosa, sempre secondo il Centro Studi di Confindustria, sta avvenendo con gli investimenti, soprattutto quelli di lungo periodo nei cosiddetti beni strumentali, nei macchinari delle aziende, negli impianti delle fabbriche. 

Incognita incentivi

Quest’anno gli investimenti sono aumentati anche perché, visti gli incentivi introdotti nella precedente legislatura, c’era la necessità per le imprese  di  dare una rimodernata al loro apparato produttivo. Molto importante è che le agevolazioni degli anni passati vengano riconfermate nel 2019, altrimenti in tanti rinunceranno a fare gli investimenti. Cosa accadrà su questo fronte il prossimo anno, però, ancora non si sa. 

Di sicuro ci sarà la Flat Tax per le partite iva, il reddito di cittadinanza, si andrà in pensione prima e ci saranno altre misure promesse dal contratto di governo firmato dai leader della maggioranza. La parte sugli incentivi agli investimenti resta ancora da scrivere nel dettaglio ma una cosa sembra certa: con tutte le altre spese già promesse e messe in conto, i soldi a disposizione non saranno tanti.

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