Pensioni e part-time agevolato: le cose da sapere
Alessandro Bianchi/Ansa
Pensioni e part-time agevolato: le cose da sapere
Economia

Pensioni e part-time agevolato: le cose da sapere

Il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, ha emanato il decreto che consente ai lavoratori più anziani di fare l'orario ridotto, senza perdere contributi

Un orario part-time, senza perdere però i contributi che spetterebbero lavorando a tempo pieno. E' la possibilità offerta oggi agli italiani che sono vicini alla pensione ma che non hanno ancora maturato i requisiti sufficienti per mettersi a riposo. A prevederlo è un decreto appena emanato dal ministro del lavoro, Giuliano Poletti, che dà attuazione a una norma contenuta nell'ultima manovra economica, cioè nella Legge di Stabilità 2016. Ecco, di seguito alcune cose importanti da sapere su questa forma di part-time agevolato.

Chi può fare il part-time

Per accedere al part-time agevolato, bisogna essere assunti con un contratto da dipendente nel settore privato e avere alle spalle almeno 20 anni di contributi. Inoltre, il lavoratore deve maturare il diritto alla pensione con le attuale regole (quelle previste dalla Riforma Fornero), entro il 31 dicembre del 2018, cioè nell'arco dei prossimi tre anni.

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Accordo con l'azienda

L'accesso al part-time agevolato non è per tutti. Occorre prima che il datore di lavoro firmi un accordo col dipendente, concedendogli la possibilità di fare l'orario ridotto. E' possibile accorciare la giornata o la settimana lavorativa di una quota compresa tra il 40 e il 60%.

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Contributi pieni.

Il sistema del part-time agevolato è studiato in modo che il dipendente, pur facendo l'orario ridotto, non subisca una riduzione della busta paga (o subisca comunque una riduzione contenuta). In pratica, il datore di lavoro paga uno stipendio più basso di quello ordinario (corrispondente alla retribuzione spettante a chi fa il part-time). In più, lo stesso datore di lavoro paga direttamente sullo stipendio anche i contributi previdenziali, senza versarli all'Inps. Per non far perdere neppure un centesimo di pensione al lavoratore, però, l'Inps gli riconosce una contribuzione figurativa pari a quella che gli spetterebbe qualora continuasse a lavorare a tempo pieno.

La certificazione Inps

Per accedere al part-time agevolato, il lavoratore deve richiedere all'Inps una certificazione che attesta il possesso dei requisiti di pensionamento entro il 31 dicembre 2018. Poi, lo stesso lavoratore firma con l'azienda un “contratto di lavoro a tempo parziale agevolato”. Infine, deve arrivare anche il via libera della Direzione territoriale del lavoro e un'ultima autorizzazione finale da parte dell'Inps.

Pochi soldi stanziati

Le risorse stanziate dal governo per finanziare le agevolazioni al part-time sono abbastanza contenute: 60 milioni di euro nel 2016, 120 milioni nel 2017 e 60 milioni nel 2018. Dunque, se vi fosse un'elevata quantità di richieste da parte delle aziende e dei lavoratori, nc'è il rischio che i fondi non bastino per “accontentare” tutti.

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