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Economia

Pensioni anticipate, tutti i modi per averle

Non solo Ape. Già oggi c'è la possibilità di ritirarsi dal lavoro ben prima dei 66 anni. Ecco come

A riposo a 63 anni. E' la possibilità che avranno dal prossimo anno decine di migliaia di italiani nati tra il 1951 e il 1954. Merito dell'Ape, l'anticipo di pensione introdotto dal governo Renzi con la Legge di Stabilità per il 2017. A ben guardare, già con le norme in vigore oggi, molti nostri connazionali possono congedarsi dal lavoro ben prima dei 66 anni e 7 mesi, la soglia di pensionamento prevista dalla riforma Fornero. Ecco, di seguito, una panoramica su tutti i modi per accedere alla pensione anticipata, a cui si aggiungerà nel 2017 l'Ape.

Pensione Anticipata (che già esiste)

E' stata introdotta con la Legge Fornero del 2011 e consente ai lavoratori di andare in pensione con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi per le donne), indipendentemente dall'età anagrafica. Chi ha iniziato la carriera a 18 anni, per esempio, in teoria può mettersi a riposo a 60 anni circa. Alla pensione anticipata si accede senza penalizzazioni. Dal 2018, invece, dovrebbero tornare in vigore le decurtazioni previste inizialmente dalla Legge Fornero. In pratica, chi ha più di 42 anni e 10 mesi di contributi ma non ha compiuto ancora 62 anni, nel 2018 potrà mettersi a riposo ugualmente ma subirà un taglio all'assegno dell'1-2% per ogni anno che precede il superamento della soglia dei 62.

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Pensione anticipata contributiva

Chi ha iniziato a lavorare da 1996 in poi e ha versato almeno 20 anni di contributi, può congedarsi dal lavoro anche a 63 anni e 7 mesi di età purché la pensione maturata non risulti inferiore a 2,8 volte l'assegno sociale (cioè circa 1.400 euro lordi al mese). Va ricordato che questo tipo di rendita si calcola col metodo contributivo, cioè in base alla quantità di contributi versati nel corso della carriera. Si tratta di un sistema di calcolo penalizzante rispetto al metodo retributivo (ancora parzialmente in vigore per chi è stato assunto prima del 1996) che lega l'importo della pensione alla media degli ultimi stipendi percepiti prima di mettersi a riposo.

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Prepensionamenti ed esuberi

La riforma Fornero del 2012 ha introdotto la possibilità di pensionamento anticipato per quei lavoratori a cui mancano meno di 4 anni per raggiungere l'età pensionabile e che si trovano alle dipendenze di aziende che hanno da gestire degli esuberi. L'impresa deve però impegnarsi a pagare al lavoratore, nel quadriennio successivo, i contributi che mancano al raggiungimento della pensione.

L'Ape

Dal prossimo anno, oltre  tutte le possibilità già esistenti di mettersi a riposo prima del previsto, se ne aggiungerà dunque un'altra: l'Ape (anticipo di pensione), che è la grande novità del 2017. Chi ha compiuto 63 anni potrà congedarsi dal lavoro, facendosi però finanziare con un prestito bancario tutti gli assegni che andrà a percepire prima di aver compiuto i 66 anni e 7 mesi. Il pensionato restituirà poi a rate le somme percepite in precedenza con una trattenuta sulla pensione, il cui importo non è stato ancora stabilito. Si parla di un possibile taglio tra il 5 e il 25%. L'Ape potrà essere volontaria (cioè richiesta dal lavoratore), social (il prestito previdenziale sarà in parte coperto dal governo per le categorie più deboli come i disoccupati) oppure legata ad esuberi (se il prestito previdenziale viene pagato dall'azienda che deve effettuare dei prepensionamenti).

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