L'Ocse riduce le stime di crescita del Pil italiano
Alessandro Di Meo/Ansa
L'Ocse riduce le stime di crescita del Pil italiano
Economia

L'Ocse riduce le stime di crescita del Pil italiano

Stimata in precedenza con un'espansione dell'1,4, la crescita, nell'anno in corso, non supererà l'1%

L'Ocse ha rivisto al ribasso le previsioni sulla crescita del Pil italiano, stimato in espansione dello 0,6% nel 2015 e dell'1% nel 2016. Sono i dati contenunti nell'Interim Economic Outlook dell'organizzazione di Parigi.

Nell'Economic Outlook dello scorso novembre il Pil italiano era stimato in crescita dello 0,8% nel 2015 e dell'1,4% nel 2016.

Invariata la previsione di una crescita dell'1,4% nel 2017.

Calo generalizzato

L'Ocse ha tagliato le stime di crescita di quasi tutte le maggiori economie dell'area, con la significativa eccezione dell'India, il cui Pil e' stimato in crescita del 7,4% sia nel 2015 che nel 2016 (+0,1% rispetto alle stime di novembre) e del 7,3% nel 2017.

Previsioni invariate per la Cina, che continua ad apparire orientata a un rallentamento (+6,9% nel 2015, +6,5% quest'anno e +6,2% l'anno venturo).

Per l'Eurozona si stima un'espansione dell'1,4% nel 2016 e dell'1,7% nel 2017 (+1,8% e +1,9% secondo le stime di novembre dopo un +1,5% nel 2015), mentre gli Usa si confermano in forma più robusta, sia pur in ripiegamento: +2% nel 2016 e +2,2% nel 2017 (+2,5% e +2,4% a novembre) dopo un +2,4% nel 2015.

Se la cava anche il Regno Unito: +2,1% nel 2016 e +2% nel 2017 (+2,4% e +2,3% secondo le stime di novembre) dopo un +2,2% nel 2015.

Il Giappone rimane invece un po' in affanno: +0,8% quest'anno e +0,6% l'anno venturo (+1% e +0,5% secondo le stime di novembre) dopo un +0,4% nel 2015.

Per quanto riguarda le principali economie dell'Eurozona, la revisione al ribasso più dura spetta alla Germania: +1,3% nel 2016 e +1,7% nel 2017 (i dati di novembre prevedevano un +1,8% nel 2016 e un +2% nel 2017) dopo un +1,4% nel 2015.

Regge bene, invece, la Francia che, dopo un'espansione dell'1,1% lo scorso anno, è vista in crescita dell'1,2% nel 2016 e dell'1,5% nel 2017, in entrambi i casi un taglio delle stime di appena lo 0,1%.

Il "cucchiaio di legno" rimane poi saldamente in mano al Brasile che, dopo aver bruciato un 3,8% lo scorso anno, è visto in contrazione del 4% nel 2016 e a Pil invariato nel 2017, laddove l'Economic Outlook di novembre stimava una flessione dell'1,2% nel 2016 e un'espansione dell'1,8% nel 2017.

Le stime di crescita sul Pil mondiale (+3% nel 2015) sono state invece ridotte dello 0,3% sia per il 2016 (+3%) che per il 2017 (+3,3%)

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