L’Agenda economica del Letta bis in cinque punti
L’Agenda economica del Letta bis in cinque punti
Economia

L’Agenda economica del Letta bis in cinque punti

Dal contenimento delle tasse alle privatizzazioni, dal calo del cuneo fiscale alle infrastrutture, fino alla lotta all’evasione fiscale

Il discorso sulla fiducia pronunciato ieri da Enrico Letta in Senato e alla Camera, è stato, tra le altre cose, l’occasione per ribadire e rilanciare alcuni punti fondamentali dell’agenda economica del suo governo. Un’agenda che, inutile negarlo, dovrà essere per forza di cose al centro dell’attività complessiva del nuovo esecutivo, il cui obiettivo dichiarato è quello di riagganciare la ripresa e puntare ad una crescita del Pil che, secondo le intenzioni dello stesso presidente del Consiglio, nel 2014 dovrà essere almeno dell’uno per cento. L’altro faro dell’azione amministrativa e finanziaria dovrà poi essere il pieno rispetto del vincolo di bilancio nel rapporto tra deficit e Pil, che l’Europa ci ha richiamato a rispettare e che non dovrà in nessun modo sforare il fatidico 3%. Fissati questi due essenziali paletti, ecco quali sono state le principali annotazioni di carattere economico annunciate dal presidente Letta:

Meno tasse attraverso spending review, privatizzazioni e riordino del fisco
Con la nuova legge di stabilità, ha annunciato Letta, si punterà ad una riduzione della pressione fiscale. Questo obiettivo dovrà essere raggiunto innanzitutto grazie al contenimento della spesa statale e alla revisione delle strutture pubbliche nelle loro procedure. Una revisione che nelle intenzioni di Letta non dovrà procedere a colpi di tagli lineari ma con accortezza e competenza, ed è per questo che sarà nominato un commissario per la spending review nella persona di Carlo Cottarelli.

Sarà poi avviato un importante programma di dismissioni immobiliari, privatizzazioni e razionalizzazione delle società controllate, statali e locali. Infine si procederà prima possibile ad una revisione della struttura delle aliquote dell’Iva, tenendo presente purtroppo che, come confermato dal ministro Saccomanni, l’aumento dell’aliquota al 22% è ormai un fatto acquisito e non più riformabile. Infine, si avvierà l’introduzione della service tax che permetterà di accrescere la responsabilità fiscale dei Comuni, secondo il principio del “vedo-pago-voto”.

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Imprese, lavoratori e cuneo fiscale
Sempre nella legge di stabilità verranno inseriti i provvedimenti che dovranno portare al tanto richiesto abbattimento del cuneo fiscale. Come ha spiegato Letta, si procederà ad una riduzione del carico fiscale sul costo del lavoro in entrambe le componenti, quella a carico del datore di lavoro e quella a carico del lavoratore. Dunque più soldi in busta paga per il dipendente, più margini di competitività per le imprese e auspicabile riattivazione della domanda interna. Ci saranno poi incentivi all’assunzione dei lavoratori a tempo indeterminato, sgravi fiscali per le start up innovative e rafforzamento dell’Ace (l’aiuto per la crescita economica messo in campo dal Governo Monti) così da incentivare la patrimonializzazione delle imprese.

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Edilizia ed ecobonus
In questi mesi sono state varate norme a sostegno dell'edilizia eco-compatibile, del mobile-arredo, e dell’efficienza energetica delle infrastrutture. Iniziative che, grazie all’adozione del cosiddetto eco-bonus, che permette di scaricare dall’imponibile Irpef le spese per le ristrutturazioni, sono risultate un significativo sostegno alla domanda interna. Queste azioni, ha annunciato Letta,  proseguiranno non solo nell’ultimo trimestre dell’anno in corso, ma anche per tutto il 2014.

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Infrastrutture
Una notazione specifica è stata dedicata allo sviluppo delle infrastrutture, con un occhio di riguardo soprattutto al Sud. In questo senso, il premier ha spiegato che, nel nuovo piano industriale della Cassa depositi e prestiti che, complessivamente, prevede investimenti fino a 95 miliardi di euro nel periodo triennale, è stato inserito l’obiettivo Mezzogiorno. In questo modo sarà possibile far ripartire i cantieri per la metropolitana di Napoli, per l’Alta velocità Napoli-Bari, per la progettazione dell'Alta Velocità fino a Reggio Calabria, per le autostrade Agrigento-Caltanissetta e Ragusa-Catania, oltre che per una serie di interventi da effettuare in Sardegna.

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Lotta all’evasione
Sul fronte dell’illegalità fiscale, un ruolo essenziale, ha sottolineato Letta, sarà giocato soprattutto dalla lotta all’esportazione illegale all’estero di capitali. Un tema questo, ha raccontato il premier, su cui sono diventati sensibili ormai un po’ tutti i Paesi come egli stesso ha avuto modo di percepire in numerosi consessi internazionali. In questo senso allora, bisognerà sfruttare quest’onda positiva, e  il nostro governo chiederà al procuratore Francesco Greco di riaggiornare rapidamente le conclusioni del lavoro svolto l’anno scorso su questa materia, per avviare un piano articolato sul tema della legalità e dei capitali all'estero.

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