Legge di stabilità e risparmio: salve le rendite, aumenta il bollo sui titoli
Legge di stabilità e risparmio: salve le rendite, aumenta il bollo sui titoli
Economia

Legge di stabilità e risparmio: salve le rendite, aumenta il bollo sui titoli

Salta l'aumento dell'aliquota al 22%, ma aumenta il balzello sulle comunicazioni di tutti i prodotti finanziari. In arrivo nuove norme per il rientro dei capitali all'estero

Sul fronte del risparmio la bozza della Legge di Stabilità entrata ieri in Consiglio dei ministri non sarà così pesante come previsto nei giorni scorsi.

Perché alla fine la tassa sulle rendite finanziarie non aumenterà al 22% (rimane al 20%). Sale solo l'imposta di bollo, che grava sulle comunicazioni relative ai prodotti finanziari: dallo 0,15% di oggi passerà allo 0,2% e non allo 0,165%, come indicavano le prime anticipazioni.

LEGGE DI STABILITA': LA VERSIONE DEFINITIVA

Magra consolazione, comunque. E vi spieghiamo il motivo: l'aumento dell'aliquota sulle rendite non avrebbe riguardato i titoli di Stato italiani o esteri, per esempio, che sono il secondo strumento scelto dai risparmiatori italiani - alla fine del primo trimestre ne avevano complessivamente in portafoglio per circa 250 miliardi di euro.

LEGGE DI STABILITA', I DIECI PUNTI CALDI

Non solo. Sarebbero stati risparmiati dalla tagliola anche i buoni fruttiferi e le polizze vita (per quanto riguarda la parte investita in titoli di Stato): l'aliquota per tutti questi strumenti resta e sarebbe comunque rimasta al 12,5%.

L'aumento del bollo sui titoli, invece, che partirà dal primo gennaio 2014, colpisce praticamente tutti gli strumenti detenuti in un dossier titoli, che sono quei "cassetti" dove vengono depositate le azioni o le obbligazioni acquistate da un risparmiatore, ma anche i conti deposito e le polizze.

Grazie a questa manovra lo Stato incasserà 900 milioni di euro in più (stime del governo).

In arrivo, inoltre, un nuovo meccanismo per far rientrare i capitali detenuti illecitamente all'estero: i contribuenti che decideranno di autodenunciarsi, perdendo così l'anonimato, pagherebbero tutte le tasse dovute per i periodi soggetti ad accertamento.

In cambio otterranno una riduzione delle sanzioni e, forse, l'estinzione del carico penale. In quest'ultimo caso, però, il governo non ha fornito stime sul gettito previsto.

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