Economia

Lavoro, come diventare Environmental risk manager

Qualche giorno fa sono stato letteralmente “cazziato” da un bambinetto che poteva avere sì e no nove anni per aver perso accidentalmente – lo giuro!! – uno scontrino uscendo dal panettiere. Circa un mese fa ho rischiato di essere preso …Leggi tutto

(Credits: iStockphoto)

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Qualche giorno fa sono stato letteralmente “cazziato” da un bambinetto che poteva avere sì e no nove anni per aver perso accidentalmente – lo giuro!! – uno scontrino uscendo dal panettiere. Circa un mese fa ho rischiato di essere preso a male parole dalla mia vicina di casa adolescente perché sosteneva che avessi sbagliato a fare la raccolta differenziata, per poi scoprire che il “colpevole” si nascondeva dietro il volto della 74enne del primo piano. Non so cosa stia succedendo, forse però questi due episodi sono un modo originale per farmi intuire che sta cominciando a farsi largo una coscienza sociale nei confronti dell’ambiente partendo dalle nuove generazioni… oppure sono incappato in minorenni estremisti?

IL CONTESTO IN CUI OPERA
La sensibilità verso la situazione ambientale è sempre maggiore, alimentata dai dati spesso poco incoraggianti sulle condizioni del nostro pianeta e dai media. La cronaca ha recentemente raccontato di disastri ambientali come quello nel Golfo del Messico di alcuni mesi fa, o dei rischi legati alla possibile fuoriuscita di carburante della Concordia.

Da alcuni anni le imprese, in prevalenza di stampo industriale, si stanno attrezzando per gestire e prevenire i rischi legati all’attività aziendale rispetto all’ambiente ed è in forte ascesa la figura dell’Environmental Risk Manager.

Oggi le aziende sono più consapevoli dei rischi che una scorretta – o addirittura assente – politica ambientale può portare, cui vanno ad aggiungersi le sempre più strette normative a livello internazionale, europeo e nazionale. Le possibili ripercussioni per un’azienda in seguito ad una cattiva gestione possono essere:
•    risarcimenti
•    spese di bonifica
•    sanzioni monetarie e penali
•    perdita quote di mercato
•    perdita di reputation e immagine

COSA FA
L’attività dell’Environmental Risk Manager è complessa in quanto deve valutare i potenziali rischi sull’ambiente generati dalle attività aziendali, ridurre al minimo le possibilità di danni ambientali valutando e lavorando sui fattori di rischio in modo preventivo e garantendo il rispetto legislativo in materia ambientale.

Nello specifico, l’Environmental Risk Manager calcola, in termini statistici, il livello di rischio che i singoli impianti presentano relativamente ai diversi comparti ambientali e li valuta con relativi costi associati. Le procedure standard prevedono:

- attraverso modelli di simulazione valuta, secondo le probabilità di accadimento, i possibili incidenti/malfunzionamenti che possono avvenire e i conseguenti danni.

- il modello viene applicato all’impianto in esame, tenendo conto della tipologia (impianto chimico, centrale termoelettrica, etc.), delle eventuali materie prime impiegate (combustibili, prodotti chimici, etc.), della posizione dell’impianto (in area industriale, in area protetta, in riva al mare, al fiume, etc.), etc..

- analizza i risultati ottenuti per valutare se il livello di rischio è tale da necessitare azioni di contenimento e, in caso affermativo, in quali comparti agire e quali interventi di mitigazione mettere in atto (modifiche impiantistiche, modifiche gestionali, trasferimento del rischio a terzi)

- individua specifiche aree di intervento in modo da definire azioni mirate sulle singole componenti più critiche

- collabora in fase di definizione dei livelli dei rischi con i gestori locali degli impianti mentre in fase di definizione delle azioni mitigatrici con le unità preposte per definire gli eventuali interventi

- fornisce report informativi al top management per facilitare la definizione delle scelte aziendali

COME SI FORMA
è consigliabile una formazione di tipo tecnico (ingegneria) con esperienze in campo ambientale e possibilmente impiantistiche. Tra le competenze richieste ci sono quelle tecniche di carattere ambientale (tipologia degli inquinanti e loro impatti sui diversi comparti, comportamento degli stessi nell’ambiente), tecnico/impiantistiche (caratteristiche degli impianti in termini di componenti, caratteristiche delle emissioni, utilizzo degli impianti) e giuridico/normative.

DOVE LAVORA
Rappresenta una figura professionale emergente sia in Europa che negli Stati Uniti con ottime prospettive di crescita perché consente di fornire i driver nella scelta degli interventi sia impiantistici sia di gestione sia di coperture assicurative; inoltre rappresenta un importante elemento di collegamento tra le aree operative e il top management.

È possibile prevedere un inserimento in azienda, in società di consulenza e in ambito assicurativo.

QUANTO GUADAGNA
Le cose cambiano a seconda del contratto che lega il professionista all’azienda. Quella dell’Environmental Risk Manager può essere considerata un’attività con retribuzioni medio/alte in quanto le competenze devono essere multidisciplinari e i rapporti riguardano il top management e le scelte degli investimenti a livello aziendale. Un free lance può richiedere dai 2.500 fino a diverse migliaia di euro in base al luogo e alla durata dell’attività della consulenza.

SITI/BLOG DA LEGGERE
Sito di EPA, agenzia protezione amientale degli Stati Uniti
Sito di ENEA Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile

CHI SEGUIRE SU TWITTER
@ElainePellacani – esperta di legislazone ambientale
@lisapjackson – Administrator di EPA

INTERVISTA A Lino Giovanni Ricci
Per esplorare più da vicino questa nuova professionalità ho parlato con Lino Giovanni Ricci, Environmental Risk Manager di ENEL, unità del Group Risk Management (GRM), direzione costituita poco più di due anni fa in Enel con il compito di individuare, analizzare e monitorare le varie tipologie di rischio presenti all’interno del Gruppo.

Che tipo di formazione hai e in cosa consiste il tuo lavoro?

Sono laureato in ingegneria e ho maturato esperienza sulle tematiche ambientali, impiantistiche ed autorizzative in ambito degli impianti di produzione elettrica. Ho partecipato a numerosi Gruppi di Lavoro sia tecnici (dedicati alla preparazione di specifiche tecniche) sia normativi (per la stesura di regolamenti normativi). Attualmente mi occupo di valutare il rischio ambientale associato ai diversi impianti del Gruppo Enel. Enel è presente in oltre 25 nazioni ed i suoi impianti presentano una casistica molto ricca in quanto si va dalle centrali termoelettriche a quelle idro, al up-stream gas, etc. Non è certo un lavoro semplice, se non altro per le diverse lingue che sono parlate, ma sicuramente è molto interessante, vario e stimolante.

Che settori ambientali copri e ti capita di viaggiare molto?

Parlando di rischi ambientali si devono necessariamente considerare tutti i comparti. Si parla quindi di aria, acqua, suolo, sottosuolo; in quanto ai viaggi, mi muovo mediamente circa 2 – 3 volte al mese, ma non è una ovviamente una regola.

Che tipo di persone incontri durante la tua attività professionale?

I contatti che ho riguardano tutti i livelli. Tenuto conto che la mia Funzione è posizionata nella Corporate (Holding), sono frequenti i contatti a livello direzionale sia con le Divisioni sia con le Countries; in occasione di sopralluoghi sugli impianti, si hanno contatti con il personale di esercizio.

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