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Nuovo Isee, le agevolazioni a rischio

I Caf lanciano l’allarme: l’Inps ancora non ha firmato la convenzione che stabilisce la remunerazione per i nuovi adempimenti

“C’è un problema economico, perché la nuova disciplina dell’Isee prevede nuovi e più complessi adempimenti che secondo noi dovrebbero prevedere una remunerazione maggiore da parte dell’Inps”. Non usa mezzi termini Valeriano Canepari, presidente della Consulta dei Caf, per chiarire quale sia la natura del problema che al momento blocca la compilazione dei nuovi Isee e dunque mette a rischio l’ottenimento di agevolazioni fiscali da parte di milioni di famiglie.

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Agevolazioni non da poco, se si pensa che stiamo parlando di iscrizioni agli asili nido, sconti per affitti e bollette delle utenze domestiche, e ancora rateizzazione delle cartelle esattoriali e rette universitarie. Tutto nasce dalle nuove norme che prevedono che i cittadini, con l’ausilio dei Caf appunto, redigano la cosiddetta, Dsu, la Dichiarazione sostitutiva unica. Sarà questo documento infatti ad essere inviato all’Inps, il quale, effettuat le necessarie verifiche, trasmetterà sempre ai Caf l’Isee definitivo da consegnare alle famiglie. “Ebbene – spiega Canepari – la compilazione del Dsu prevede tutta una serie di nuove complicazioni e di nuove assunzioni di responsabilità in caso di errore, che meritano secondo noi una parallela revisione di quelli che erano gli standard remunerativi adottati finora dall’Inps nei nostri confronti”. Attualmente infatti, il compenso riconosciuto per il singolo documento è rapportato al numero di componenti della famiglia e varia da un minimo di circa 8-9 euro fino  un massimo, per i nuclei più numerosi, di circa 14-15 euro.

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“Noi chiediamo – afferma Canepari – un adeguamento di almeno il 50% di queste tariffe, proprio sulla base delle maggiori difficoltà burocratiche e amministrative che dobbiamo sostenere per assistere i nostri utenti”. Una richiesta che però finora è caduta nel vuoto e che dunque sta bloccando attualmente la compilazione delle Dsu. “In realtà – precisa Canepari – noi siamo coscienti di svolgere un ruolo sociale fondamentale e dunque in situazioni di particolari urgenza ci stiamo comunque prestando a supportare in maniera fattiva i cittadini. Lo facciamo però non solo senza chiare indicazioni operative da parte dell’Inps, ma anche assumendoci delle responsabilità per le quali, in caso di errore, non si sa bene chi e come pagherà le conseguenze”. La richiesta esplicita e perentoria è dunque quella che nei prossimi 10-15 giorni l’Inps proceda a ratificare la convenzione, scaduta il 31 dicembre scorso, che tra le altre cose dovrà contenere proprio le nuove tariffe di remunerazione delle Dsu.

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“In pratica – sottolinea ancora Canepari – il documento in questione è già pronto per il 90% visto che comunque noi nei mesi scorsi abbiamo collaborato fianco a fianco con Inps e ministero del Lavoro per definire le nuove procedure di compilazione del nuovo Isee. Quello che manca è proprio l’adeguamento della parte economica”. Un ritardo sul quale ha influito certamente il cambio della guardia ai vertici dell’Istituto nazionale di previdenza, con la presenza attualmente di un commissario che presto dovrà lasciare il posto al nuovo presidente designato, il prof. Tito Boeri. “Noi finora abbiamo concordato i particolari con i dirigenti che normalmente sono nostri interlocutori – fa notare Canepari -, ma è chiaro che quando si parla di questioni economiche, l’ultima parola non può che spettare al presidente che dovrà firmare la convenzione. In questo senso noi auspichiamo dunque che si riesca prima possibile a risolvere questo nodo, e in questo senso – conclude - abbiamo sollecitato anche il ministero del Lavoro”.

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