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Economia

Imu e Tasi, tutte le novità per l'acconto del 16 giugno

Proprietari di prime case e inquilini con residenza fissata nell’abitazione locata non dovranno più versare le imposte

Si avvicina la data fatidica del 16 giugno, ultima scadenza prevista per il versamento dell’acconto per Imu e Tasi. Un appuntamento che quest’anno presenta numerose novità, a cominciare da quella, molto significativa per milioni di contribuenti, che prevede l’abolizione delle due imposte su tutte le abitazioni principali occupate dai relativi proprietari. Una buona notizia che tra l’altro investe anche gli inquilini che hanno fissato la propria residenza nell’abitazione locata i quali non dovranno più versare dal 10 al 30% della Tasi come accaduto l’anno scorso. Ma vediamo nel dettaglio tutto quello che c’è da sapere in vista del primo appuntamento con gli acconti di Imu e Tasi.

Prima casa: addio tasse

La prima novità rilevante riguarda dunque i proprietari di prime case che, come detto, non dovranno più pagare né Imu né Tasi. Ovviamente l’abitazione in questione dovrà essere quella in cui il contribuente abita regolarmente e presso la quale ha fissato la propria residenza anagrafica. Nel caso infatti un proprietario di prima casa risieda in un altro immobile, sarà tenuto comunque la versamento normale di Imu e Tasi.

Inquilini, niente Tasi

Anche per gli affittuari le nuove norme, approvate con l’ultima legge di stabilità, presentano una novità quanto mai allettante. Gli inquilini che detengono la residenza nella casa della quale sono locatari, non dovranno infatti più pagare la Tasi per la parte di propria competenza. A questo proposito ricordiamo che i Comuni avevano facoltà di fissare questa quota tra il 10 e il 30% del totale dell’imposta.

Coniugi separati, è valida l’abolizione

Anche per il coniuge proprietario di un’abitazione che sia stata assegnata dal giudice all’altro coniuge dopo una causa di separazione, potrà godere dei benefici della nuova legge, e non dovrà quindi pagare né Tasi né Imu.

Canone concordato, via libera agli sconti

Benefici significativi ci saranno poi anche per tutti quei proprietari di casa che avranno deciso di affittare un immobile a canone concordato, ovvero rispettando le tabelle comunali che stabiliscono affitti calmierati. Ebbene per costoro scatterà uno sconto su Imu e Tasi del 25%. Da notare che per applicare questo bonus non bisognerà attendere nessuna delibera comunale, visto che si tratta di uno sconto previsto direttamente nella legge dello Stato.

Comodato d’uso, quando scatta il bonus

Interessante anche l’agevolazione per tutti quei proprietari che hanno concesso un’abitazione in comodato d’uso ai propri genitori o ai propri figli. Per essi infatti scatterà un bonus del 50% sul pagamento di Tasi e Imu. Dovranno però essere rispettate due importanti condizioni: 1) i familiari in questione dovranno essere residenti e utilizzare l'immobile come abitazione principale; 2) il proprietario deve possedere un solo immobile per uso abitativo in Italia e deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato, oppure deve avere due case, ma entrambe nello stesso comune e ne deve utilizzare una come propria abitazione principale.

Attenzione: registrare i contratti

Bisogna sottolineare con forza che tutte le norme che garantiscono benefici nei casi di locazione di abitazioni, prevedono come condizione preliminare ed essenziale, che i contratti di affitto relativi, siano regolarmente registrati. Nel caso infatti venisse a mancare questa condizione, si decadrebbe da qualsiasi agevolazione fiscale.

Terreni agricoli

Anche i proprietari di terreni agricoli che abbiano la qualifica di imprenditori agricoli o di coltivatori diretti non saranno tenuti al versamento dell’Imu.

Aliquote

Fatto l’elenco dei soggetti che saranno in parte o totalmente esenti dal pagamento di Imu e Tasi, è il caso di ricordare che saranno dunque chiamati al versamento dell’acconto del 16 giugno coloro che possiedono immobili che non hanno la qualifica della prima casa e i residenti all'estero per lavoro. Tutti questi contribuenti, per il calcolo del primo versamento, dovranno tenere come riferimento le aliquote comunali fissate per il 2015, sempre che il proprio Comune, ma i casi sono davvero pochi, non abbia già provveduto ad approvare le nuove aliquote.

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