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Economia

Ferrari, 5 cose da sapere sulla quotazione a new York

Rialzo di quasi il 6% per le azioni della casa di Maranello, nel giorno del debutto a Wall Street. Ecco i dettagli dell'operazione

Debutto in borsa con successo per le azioni di Ferrari, la casa automobilistica di Maranello che ieri si è quotata sul mercato di Wall Street. Il titolo, che già era stato collocato a 52 dollari, nella parte alta della forchetta di prezzo, ha avuto un'impennata sino a 60 dollari e poi è sceso a 55 dollari, chiudendo le contrattazioni con un rialzo del 5,7% circa. Ma ecco, di seguito,qualche dettaglio in più sulla quotazione di Ferrari.

Sul mercato di Wall Street

Le azioni della casa di Maranello sono negoziabili sulla borsa statunitense di Wall Street. Gli investitori italiani non hanno dunque potuto sottoscriverle durante l'ipo (offerta pubblica iniziale) ma possono ovviamente acquistarle dopo il collocamento, se hanno un conto-titoli in banca che consente di accedere ai mercati esteri.

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Il prezzo

Il valore delle azioni Ferrari è oggi a  52 dollari. A questi prezzi, l'intera azienda vale dunque oltre 10 miliardi di dollari, che corrispondono a circa 8,85 miliardi di euro.

Operazione complessa

Il collocamento in borsa è avvenuto con un'operazione assai complessa. Il capitale dell'azienda, che era controllato al 90% da Fca (Fiat Chrysler Automobiles) e al 10% da Piero Ferrari, figlio del fondatore Enzo, è stato conferito interamente a una nuova società di diritto olandese: Ferrari Nv. Il capitale di quest'ultima è stato poi collocato in borsa, per una quota del 10%. A venderlo è stata la controllante Fca, che incassa così più di 980 milioni di dollari e che impiegherà il ricavato per ridurre il proprio debito. Dopo la quotazione, l'azionista di minoranza Piero Ferrari detiene il 10% della casa di Maranello mentre a Fca rimane inizialmente una quota dell'80%, che verrà poi distribuita gratuitamente tra gli attuali azionisti del gruppo guidato da Sergio Marchionne. In questo modo, la holding Exor della famiglia Agnelli, socio di peso di Fca, diventerà anche il primo azionista di Ferrari con una quota del 24%.

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Ampio flottante

Una volta terminati tutti i passaggi di proprietà, il capitale della nuova Ferrari quotata in borsa sarà così suddiviso: il 10% andrà a Piero Ferrari, 24% a Exor e un altro 66% finirà di fatto sul mercato, essendo stato conferito a una vasta platea di investitori attuali azionisti di Fca.

I numeri di Ferrari

Nel terzo trimestre del 2015, secondo gli aggiornamenti inviati alla Sec (l'authority che vigila sui mercati finanziari americani), il gruppo del cavallino rampante ha messo a segno ottimi risultati. L'utile netto si è infatti attestato sui 93-96 milioni di dollari (+60-66% rispetto allo stesso periodo del 2014). In crescita anche i ricavi che, sempre nel terzo trimestre, sono saliti a 720-730 milioni (+9-10%) mentre l'ebitda (il margine operativo lordo) è salito a 140-145 milioni (+57-62% su base annua).

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