Cuneo fiscale: cosa si può fare con 5 miliardi
Cuneo fiscale: cosa si può fare con 5 miliardi
Economia

Cuneo fiscale: cosa si può fare con 5 miliardi

Circa 300 euro all'anno in busta paga e risultati ancora incerti per le imprese. Ecco come il governo vuole ridurre (di poco) il costo del lavoro

Circa 5 miliardi di euro in tutto nel 2014 e altri 5 entro entro il 2016. Finalmente prende corpo la somma che il governo stanzierà per ridurre il cuneo fiscale, cioè la differenza tra il costo del lavoro lordo pagato dalle imprese italiane e le buste paga nette percepite dai loro dipendenti, su cui grava una tassazione tra le più alte al mondo.

CUNEO FISCALE: COS'E' E COME RIDURLO

Con la Legge di Stabilità, che verrà presentata domani, l'esecutivo guidato da Enrico Letta sembra dunque intenzionato a mettere sul piatto la cifra “minima” richiesta tempo fa da Confindustria e dai sindacati, anche se non è ancora ben chiaro come verranno ripartiti i soldi. L'ipotesi più credibile è una divisione equa dei tagli tra le imprese e i lavoratori, ma non si esclude uno stanziamento di 3 miliardi a favore dei salari e di soli 2 miliardi per la riduzione degli oneri a carico delle aziende. Ecco una panoramica misure allo studio e sui loro effetti.

I SALARI DEGLI ITALIANI E LE TASSE

I POSSIBILI AUMENTI

Non sarà facile far crescere in maniera consistente le buste-paga nette degli italiani, che oggi sono divorate da una lunga sfilza di prelievi. Poiché i contributi previdenziali non verranno toccati, ci sarà quasi sicuramente uno sconto sull'irpef (l'imposta sui redditi delle persone fisiche), attraverso un aumento complessivo delle detrazioni, soltanto però a favore dei redditi medio-bassi (inferiori a 40mila o al massimo 55mila euro annui lordi). Con uno stanziamento di 2,5-3 miliardi, è stato calcolato un beneficio netto per le buste-paga di 200-300 euro all'anno, che dovrebbe essere corrisposto in forma una-tantum, probabilmente a giugno.

IL GOVERNO E I 300 EURO IN BUSTA PAGA

LE IMPOSTE SUL LAVORO IN ITALIA

LE MISURE PER LE IMPRESE

Per ridurre il costo del lavoro a carico delle imprese, l'esecutivo guidato da Enrico Letta sembra invece volersi muovere nel solco già tracciato dal governo Monti, con il Decreto Salva Italia di fine 2011 e con la Legge di Stabilità approvata l'anno successivo. In particolare, nell'ultima parte della scorsa legislatura, c'è stato il tentativo di limare il cuneo fiscale aumentando le deduzioni irap (l'imposta regionale sulle attività produttive), previste per i costi del personale assunto in maniera stabile. Dal reddito imponibile su cui viene calcolata questa tassa, oggi le aziende possono infatti sottrarre una somma forfettaria per ogni dipendente, che è stata incrementata da Monti di qualche centinaia di euro rispetto a due anni fa, con l'obiettivo di accrescerla ulteriormente nel 2014.

LE MISURE DI MONTI

Inoltre, è stata innalzata la quota dell'irap deducibile dall'irpef (l'imposta sui redditi delle persone fisiche). Secondo le stime effettuate tempo fa dalla Cgia (la confederazione degli artigiani di Mestre) che ha preso in esame il caso di una micro-impresa (una ditta individuale o una società di persone), le misure già varate dal governo Monti genereranno entro il prossimo anno, rispetto al 2011, un risparmio sul costo del lavoro di qualche centinaia di euro ogni 12 mesi: si va dai 240 euro circa nel caso di un dipendente maschio con più di 35 anni residente nel Nord Italia, ai 460 euro circa all'anno calcolati per le donne e i giovani con meno di 35 anni assunti per le regioni del Sud, dove sono previste maggiori agevolazioni.

I CONTRIBUTI INAIL

L'entità delle nuove misure sul cuneo fiscale messe in cantiere dal governo Letta probabilmente non si discosterà molto da quella dei provvedimenti già varati da Monti. Non è ancora ben chiaro, invece, dove agiranno nello specifico i tagli. Si sta facendo strada l'ipotesi che la riduzione del costo del lavoro tramite le deduzioni dell'Irap venga concentrata soprattutto sui giovani neo-assunti e che sia accompagnata anche da alcuni sgravi sui contributi: non di quelli previdenziali, ma di quelli pagati dalle aziende all'Inail, contro il rischio di infortuni sul lavoro. L'idea del governo è di incentivare economicamente, con minori oneri contributivi, le imprese che investono di più nella sicurezza dei propri dipendenti.

ILGOVERNO MONTI E IL CUNEO FISCALE

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