Tasse sulla casa, quando l’indecisione è al governo
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Tasse sulla casa, quando l’indecisione è al governo
Economia

Tasse sulla casa, quando l’indecisione è al governo

Dopo mesi di tira e molla, a un passo dalla scadenza fissata per il primo versamento, non si conoscono ancora le aliquote della Tasi

Da anni ci si chiede perché le imprese straniere si rifiutino di venire ad investire in Italia. Ebbene, di fronte all’indecoroso spettacolo offerto in questi giorni da un governo incapace, dopo mesi e mesi di trattative, di definire i contorni delle tasse che i cittadini dovranno pagare sugli immobili, la risposta viene da sé. L’indeterminatezza della pressione fiscale non permette infatti a nessuna azienda seria di fare una programmazione anche minima della propria attività. Proprio quello che sta succedendo in queste settimane, con le dovute proporzioni, a milioni di famiglie italiane. Saremmo infatti ormai alle soglie del 16 gennaio, data prevista per il primo versamento della Iuc, la nuova Imposta unica comunale, e nessuno sa né cosa si pagherà né quanto si pagherà. Per non parlare del fatto che anche la stessa data di scadenza dei versamenti, dato proprio lo scenario di totale incertezza, potrebbe slittare al 26 giugno.

ECCO LE NUOVE IMPOSTE SUGLI IMMOBILI

Un desolante punto di caduta la cui origine va ricercata in mesi e mesi di tira e molla, iniziati con la decisone di mandare in soffitta la tanto odiata Imu, l’imposta sugli immobili introdotta nel 2012 dal precedente governo Monti E basta allora ripercorrere a volo d’angelo le tappe principali di questa vera e propria corsa ad ostacoli nella definizione della nuova tassazione sulle abitazioni,per rendersi conto di quante giravolte, retromarce e sbandate abbia caratterizzato l’attività del governo. Esemplare in questo senso è stato il complicatissimo iter messo in campo solo per battezzare la nuova tassa.

IMU ABOLITA, MA NON PER TUTTI

Si è partiti da un generico service tax, passando a Trise, Taser, Tuc e chi più ne ha più ne metta, fino ad arrivare alla soluzione finale di Iuc, ossia di Imposta unica comunale. Un tributo quest’ultimo tra l’altro del tutto fittizio, che ha provocato infatti confusione ulteriore. In realtà infatti, ad essere dovute al fisco saranno le due imposte che compongono la Iuc in questione, ossia la Tari, il tributo per i rifiuti, e la Tasi, il tributo sui servizi indivisibili. Su questa seconda imposta poi si è assistito allo scontro tra chi da una parte, soprattutto mondo dell’edilizia e associazioni dei consumatori, ritenevano, calcoli propri alla mano, che la nuova imposta avrebbe avuto un impatto per le famiglie superiore alla vecchia tassa sugli immobili. E chi dall’altra, il governo essenzialmente, che, con stime ovviamente proprie, elaborate dal ministero dell’Economia, sosteneva invece che alla fine i contribuenti avrebbero ottenuto un risparmio rispetto al passato.

TUTTE LE TASSE DEL 2013

Una querelle che a tutt’oggi non si è ancora chiarita visto che il governo non ha ancora deciso quali saranno le aliquote definitive che i Comuni potranno applicare per la Tasi. Attualmente siamo al 2,5 per mille, ma si potrebbe arrivare anche al 3,5 per mille con una decisione dell’ultima ora attesa proprio per domani. Un balletto di cifre che ha caratterizzato anche la decisone di non far pagare l’Imu sulle abitazioni principali. All’inizio si era parlato di un’abolizione completa per tutti, poi, essendo economicamente insostenibile una tale decisone, si è deciso di far pagare almeno le case di lusso. Ma la telenovela è continuata, perché la copertura del provvedimento esigeva che si trovassero 2,4 miliardi di euro, e all’appello, ad un certo punto, mancavano risorse ingenti, al punto che per un attimo si paventò l’ipotesi che a dicembre si sarebbe dovuto pagare almeno la seconda rata.

Un pericolo scampato all’ultimo minuto, anche se con un ulteriore sorprendete strascico. Nei Comuni in cui le aliquote dell’Imu sulle prime case sono state aumentate rispetto al 2012 e al 2012, i contribuenti saranno comunque chiamati a gennaio a pagare la cosiddetta mini-Imu, ossia la differenza tra i due importi, ossia quello pagato negli anni precedenti e quello che si sarebbe dovuto effettivamente versare nel 2013. Insomma, un altro esempio di decisioni arrivate all’ultimo momento sulla testa degli ignari contribuenti. Quello che in pratica accadrà nelle prossime ore, come accennato, con la Tasi. E poi ci si chiede perché gli investitori stranieri scappino dall’Italia.

MINI-IMU, QUANDO SI PAGA E CHI DEVE VERSARLA

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