Economia

Beauty Contest, il concorso di bellezza che fa piangere lacrime vere

Le reginette di bellezza? Piangono, piangono, piangono… Il momento dell’incoronazione coincide sempre o quasi con scoppi in lacrime incontrollati. Lacrime di gioia, si presume. Sarà commozione vera? Mah! L’idea di trovarsi di fronte a un rito stucchevole e a puro …Leggi tutto

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Le reginette di bellezza? Piangono, piangono, piangono… Il momento dell’incoronazione coincide sempre o quasi con scoppi in lacrime incontrollati. Lacrime di gioia, si presume. Sarà commozione vera? Mah! L’idea di trovarsi di fronte a un rito stucchevole e a puro beneficio della “dea” audience è dura da scalfire. Ma attenzione: c’è concorso di bellezza e concorso di bellezza. Miss Italia, Miss Muretto e persino Mister Italia sono il più classico dei classici. Ma il “beauty contest” di cui si sente parlare in questi giorni e che in inglese nulla altro significa che “concorso di bellezza”? Quello è una novità.

O forse è meglio dire sarebbe stato una novità. Probabile, probabilissimo. Ecco di cosa si tratta: è la gara bandita dall’ex ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani per attribuire gratis (dico gratis!) sei frequenze televisive nazionali. O meglio: sei multiplex del digitale terrestre. E i multiplex sono sistemi di diffusione del segnale tivù tramite più canali sulla medesima frequenza. Tutto chiaro? No, probabilmente.

Ma ciò che conta è capire perché sul “beauty contest” si potrebbero versare parecchie lacrime. Vere, quelle! A puntare i piedi è Corrado Passera, il successore di Romani. Per lui in tempi di vacche così magre regalare un bene dello Stato è “intollerabile”.

Risultato: a breve, brevissimo, ci potrebbe essere uno stop alla procedura. E una redifinizione delle regole del gioco. Obiettivo: valorizzare al meglio una risorsa comunque scarsa come le frequenze tivù. Chiamando magari a raccolta anche gli operatori telefonici che potrebbero esservi interessati in vista del boom della tivù via telefonino.

Chi rischia di vedersi soffiare sotto il naso un regalo bello bello denuncia la possibilità più che concreta che la nuova gara vada deserta. Gli operatori del piccolo schermo sono sempre più a corto di quattrini. E non è affatto detto che abbiano voglia alcuna di investire.

Ma in molti giurano il contrario. Analisti solitamente abbottonatissimi compresi. Come i signori di Mediobanca che escludono il fallimento dell’eventuale asta e anzi stimano un incasso minimo per il Governo di 1-1,5 miliardi di euro.

Chi avrà ragione? Si accettano scommesse.

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