730 precompilato, 5 cose da sapere
Daniele Scudieri/Imagoeconomica
730 precompilato, 5 cose da sapere
Economia

730 precompilato, 5 cose da sapere

Come cambia la dichiarazione dei redditi per dipendenti e pensionati, che arriverà a casa già preparata dall'Agenzia delle Entrate

Il debutto del 730 precompilato è ormai alle porte. Nei prossimi mesi, infatti, circa 20 milioni di italiani (lavoratori dipendenti e pensionati) non dovranno più consegnare la dichiarazione dei redditi. A compilare il modello 730 ci penserà infatti direttamente l'Agenzia delle Entrate, con una nuova procedura che partirà ufficialmente dal 15 aprile. Ecco, di seguito, 5 cose da sapere per avere un'idea dei cambiamenti in arrivo.



Dichiarazione a casa

Il modello 730 non dovrà più essere compilato dal contribuente ma gli verrà recapitato direttamente a casa con quasi tutti i dati già scritti. La dichiarazione non arriverà per posta ordinaria ma sarà semplicemente consultabile attraverso internet (nel sito dell'Agenzia delle Entrate, per chi è dotato di un nome-utente e una password). In alternativa, i contribuenti potranno farsi consegnare la dichiarazione dal datore di lavoro o dai Caf (i centri di assistenza fiscale creati dai sindacati e dalle associazioni di categoria).

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Quando arriverà

Il nuovo modello precompilato sarà consultabile dai contribuenti a partire dal 15 aprile 2015. Entro il 7 luglio successivo, ognuno potrà chiedere a un centro di assistenza fiscale di fare delle eventuali integrazioni, qualora voglia correggere degli errori o ritenga di aver diritto a detrazioni e deduzioni che non gli sono state riconosciute.


Quali dati conterrà

I redditi da lavoro o da pensione del contribuente verranno comunicati ogni anno dalle aziende o dall'Inps direttamente all'Agenzia delle Entrate, che poi li inserirà nel 730 precompilato. Nella dichiarazione saranno già calcolati anche i redditi dei fabbricati (sulla base dei dati catastali) e molte detrazioni che oggi spettano per la previdenza integrativa, per gli interessi passivi sui mutui o per le polizze sulla vita. Questi dati verranno infatti determinati direttamente dal fisco, sulla base delle informazioni inviate ogni anno all'Anagrafe Tributaria (sempre entro marzo) dalle banche, dalle compagnie assicurative o dagli enti previdenziali.


Spese sanitarie escluse

Nel 2015, non saranno invece incluse nel 730 precompilato le detrazioni che spettano al contribuente per le spese sanitarie. Chi vorrà farsele riconoscere dovrà dunque andare a un centro di assistenza fiscale e chiedere di integrare la dichiarazione. Nel 2016, però, anche questo tipo di detrazioni sarà calcolato direttamente dall'Agenzia delle Entrate, grazie ai dati raccolti dalle farmacie, dai medici e dalle Asl con le tessere sanitarie elettroniche.


Più del 70% farà l'integrazione

Secondo le prime stime, più del 70% dei modelli 730 precompilati avrà bisogno di una integrazione, visto che mancano i dati sulle spese sanitarie, che ogni anno vengono detratte fiscalmente dalla stragrande maggioranza dei contribuenti. Chi ritiene però che tutti i dati siano corretti e non vi sia bisogno di aggiunte al 730, dovrà semplicemente pagare il dovuto (sempre che emergano dei debiti fiscali).

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