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(Ansa)
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Finita la telenovela: Djokovic espulso dall'Australia

Respinto il ricorso del numero 1 del tennis mondiale che deve lasciare il paese ed il primo Slam della stagione

Novak Djokovic deve essere espulso e deve lasciare l'Australia. Finisce così, dopo due settimane di un estenuante tira e molla la battaglia più legale che sportiva per il numero 1 del tennis e la sua partecipazione agli Australian Open. All'unanimità i 3 giudici federali hanno infatti respinto il ricorso presentato dai legali del tennista contro la decisione del Ministro dell'Immigrazione di respingere il visto e la richiesta di ingresso presentate due settimane fa dal serbo.

Djokovic quindi deve quindi dire addio al primo dei 4 grandi tornei di tennis dell'anno il che comporta die addio a quello che ormai è l'ultimo obiettivo sportivo della sua carriera: il Grande Slam. Dopo averlo sfiorato lo scorso anno Djokovic sperava di riuscire nell'impresa in questo 2022. Dovrà rinviare il suo sogno.

Si può però tranquillamente dire che, in questa battaglia legale, è proprio lo sport a vincere. Non importa che al centro di tutto ci sia stato il vaccino; questa non è mai stata per il tennis, per i colleghi di Nole, una questione legata al vaccino. È sempre stata per loro una questione di regole, e di rispetto delle stesse. Ma anche di rispetto verso quei tennisti che, non vaccinati come il numero 1 del mondo, non sono partiti per l'Australia, rinunciando al primo Slam della Stagione, a diversi tornei collaterali e a decine se non centinaia di migliaia di dollari do montepremi.

Va poi aggiunto che la macchia di questi giorni davvero stucchevoli resterà per sempre sugli ultimi anni di carriera di Djokovic; l'aver cercato in tutti i modi a colpi di ricorsi ed appelli, di conferenze stampa dei familiari con dichiarazioni ai limite del mistico o dell'esaltato, di certo non ha fatto e non farà bene al campione serbo. Avrà tutta la primavera per testare sulla sua pelle la reazione dei tifosi.

Oggi non è la politica, non è il vaccino, non è un giudice a vincere. È lo sport, dove le regole devono, anzi sono, uguali per tutti.

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