Cronaca

Violenza sessuale: in Spagna il sesso senza consenso sarà considerato stupro

Dopo il rilascio su cauzione del branco che violentò una ragazza a Pamplona, il primo ministro Sanchez promette leggi più severe

Violenza sessuale

Marta Buonadonna

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Un atto sessuale per essere legale deve avvenire tra adulti consenzienti. Stabilire il consenso non dovrebbe essere difficile, se lo è vuol dire che qualcosa non va. L'ultimo caso di cui si è parlato da noi è quello della sentenza della Cassazione che tanto ha fatto discutere. Una donna si ubriaca, due uomini si approfittano di lei. C'è la violenza sessuale ma senza l'aggravante dell'uso di sostanze alcoliche, perché lei ha sì bevuto molto, ma di sua volontà, non è stata costretta o ingannata. La condanna per stupro però rimane.

Sanchez e la nuova legge

Il tema della violenza sessuale sulle donne è caldissimo in Spagna, dove il primo ministro Pedro Sanchez ha promesso una nuova legge più severa che ha lo scopo di rimuovere ogni forma di ambiguità: il sesso senza consenso esplicito sarà considerato stupro. L'annuncio arriva dopo le manifestazioni di protesta che hanno avuto luogo in tutta la Spagna in seguito a una sentenza con la quale un giudice ha deciso di concedere la libertà provvisoria su cauzione, nonostante la condanna a 10 anni, a cinque uomini accusati di una violenza di gruppo commessa nel 2016 a Pamplona, durante la festa di San Firmino, il festival dei tori celebrato anche da Hemingway.

I giovani di età compresa tra 27 e 29 anni violentano una ragazza di 18 anni, filmano la violenza e la condividono sul loro gruppo di WhatsApp denominato "Il branco". I cinque erano stati condannati per aver aggredito sessualmente la giovane ma assolti dall'accusa di stupro. Il distinguo è importante perché, con la legge attualmente in vigore nel paese, l'aggressione sessuale differisce dallo stupro in quanto non coinvolge violenza o intimidazione.

Nei filmati condivisi su WhatsApp dagli aggressori la vittima appariva, secondo quanto sostenuto dalla polizia, "passiva o neutrale". Insomma il fatto che nelle immagini la ragazza non sembri lottare contro i suoi stupratori avrebbe indotto i giudici a stabilire che si sia trattato di una "semplice" aggressione ma non di stupro.

"Solo sì vuol dire sì"

E' proprio questo che Sanchez e la sua vice premier e ministra per la parità Carmen Calvo vogliono cambiare. L'idea che se una donna è passiva durante uno stupro allora vuol dire che non era proprio stupro. "Solo sì vuol dire sì", ha affermato Calvo, per esprimere il concetto che solo un consenso esplicito può davvero essere considerato tale. Negli altri casi la legge punirà dunque l'aggressore più severamente.

E anche in Svezia è stata appena approvata una legge, in vigore dal primo luglio, che nelle parole del governo è "basata sull'ovvio: il sesso deve essere volontario". Il testo non mette nero su bianco che sia necessario un consenso esplicito, ma dichiara che la passività non può essere scambiata per un segno di assenso. Come regolarsi allora? Semplice, se vuoi fare sesso con qualcuno devi chiedere a lui o a lei se è della stessa idea. L'altrui desiderio non può essere dato per scontato.

Senza violenza o minacce non è stupro?

Sono ancora molti i paesi in Europa, Italia inclusa, nei quali lo stupro è definito come un atto sessuale compiuto con l'uso della violenza o della minaccia. Solo sei paesi, ai quali si è appena aggiunta la Svezia, hanno legislazioni in base alle quali il sesso senza consenso è considerato stupro. Per Amnesty International che parla di nove milioni di donne stuprate nell'Unione Europa, è incredibile che siano ancora così pochi i paesi che hanno inserito nella loro legislazione un concetto che è evidente a tutti: come altro si può definire un atto sessuale al quale una donna non ha dato il proprio consenso se non una violenza?

La Spagna andrà ora a raggiungere Svezia, Regno Unito, Irlanda, Belgio, Lussemburgo, Germania e Cipro, nel novero dei paesi dove la dignità della donna viene maggiormente tutelata. Intanto il branco che ha agito a Pamplona è fuori di prigione dopo il versamento di una cauzione di 6000 euro. Le uniche limitazioni alla libertà dei cinque assalitori sono l'obbligo di firma e il divieto di ingresso a Madrid, la città dove vive la vittima. Questa è l'unica forma di protezione che la giustizia spagnola le ha concesso.

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