Cronaca

Un regalo per Genova: "l'idea" di ponte di Renzo Piano guarda al futuro

L'archistar ha donato alla sua città la prima bozza di un progetto architettonico che potrebbe cambiare il volto di Genova

L'architetto Renzo Piano mostra al Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti la sua idea di ponte da sostituire al vecchio Morandi crollato il 14 agosto

Barbara Massaro

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Un ponte è un luogo di passaggio, ma anche di legame tra due poli altrimenti separati; porta con sé un campo semantico che coinvolge un prima e un dopo e che, proprio tramite il ponte, non saranno mai più uguali.

Il dopo-Morandi

Il crollo del ponte Morandi con le sue 43 vittime della vigilia di Ferragosto rappresenta il fallimento del concetto stesso di ponte, ma anche l'occasione perché concettualmente e architettonicamente quel prima e quel dopo non siano davvero più uguali.

E' da questa presa di consapevolezza che è nata "l'idea" di ponte che Renzo Piano, genovese doc, ha donato alla sua città ancora sotto choc per il crollo dell'immensa struttura che permetteva ai genovesi di passare sopra la ferrovia e sul Polcevera collegando l'est e l'ovest del capoluogo ligure.

Quando è successa la tragedia l'architetto tra gli architetti si trovava in montagna ma, ha confessato al Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e al sindaco di Genova Marco Bucci, da allora non ha pensato ad altro.

Come poter mettere a disposizione della sua città l'immensa sapienza architettonica frutto della sua infinita carriera permettendo a Genova di rinascere dal cuore di quella ferita che mai verrà rimarginata?

"L'idea" di ponte di Renzo Piano

La risposta a questa domanda è proprio "l'idea" - come da lui sottolineato - di ponte presentata alle istituzioni locali. Si tratta di un lungo viadotto dalle linee essenziali, privo si stralli e a campate corte per l'intera lunghezza a eccezione delle tratte che sorpassano le ferrovie e il Polcevera.

La cifra stilistica della nuova struttura sarà caratterizzata - nell'idea di Piano - da sobrietà e rigore come d'animo genovese. L'aspetto del nuovo viadotto, però, sarà del tutto innovativo grazie a 43 piloni luminosi che, come vele di luce, ricorderanno il numero delle 43 vittime del disastro del 14 agosto. Un ponte di luce, una nave d'asfalto che, di notte, illuminerà l'intera vallata perché nessuno, a perdita d'occhio, possa dimenticare quanto accaduto quel maledetto 14 agosto.

Un progetto di tutti e per tutti

Renzo Piano ha precisato di essere pronto a mettere a disposizione la sua idea a titolo gratuito permettendo poi a ingegneri e architetti di lavorare per realizzarla. Il Presidente Toti avrebbe già trovato la soluzione per la spartizione di onori e oneri come scritto sulla sua pagina Facebook: "Per un volta possiamo farla semplice - ha scritto - Autostrade apre il cantiere e paga il conto. Fincantieri costruisce il ponte (se serve con altre primarie imprese necessarie per il loro know-how). Renzo Piano regala a Genova il disegno di un ponte bellissimo. Così, senza polemiche, la città può riavere in fretta un’opera indispensabile, sicura e meravigliosa. Così si onora davvero chi ha perso la vita".

L'architetto ha precisato che "Bisogna lavorare in fretta, ma non di fretta" e Piano ha tutte le intenzioni di mettersi a disposizione della città che gli ha dato i natali nel 1937 e dove ha mosso i suoi primi passi nel mondo dell'architettura progettando barche e facendosi suggestionare dal vento e dal mare elementi sempre presenti nelle sue numerose opere.

Un genovese per Genova

Non è la prima volta che l'archistar si dona a Genova. E' del 1992 lriabilitazione del Porto Antico in occasione delle Colombiane, mentre nel 2014 è stato presentato il Blueprint , ovvero la riorganizzazione dell'area portuale di Genova oltre che l'acquario e il cosiddetto Bigo, ovvero l'ascensore panoramico, disegnano la zona centrale del porto.

Nel 2015, due anni dopo la tragedia del crollo della torre Piloti al porto della città urtata dalla nave Jolly Nero (erano morte nove persone) Piano aveva donato il progetto per la ricostruzione della nuova Torre che faceva parte di un più complesso programma di riqualificazione della zona portuale della città che, come asserito dall'architetto, non deve schiacciare il mare che a Genova è vivo e parte integrante del tessuto urbano (il cosiddetto progetto Waterfront).

Piano, colui che ha scritto la storia dell'architettura contemporanea

Nella sua lunga a prolifica carriera Piano ha firmato pezzi già entrati nella storia dell'architettura mondiale e riconosciuti da infiniti premi.

Fin dall'inizio della sua carriera la sua cifra stilistica è stata contraddistinta da una costante ricerca e sperimentazione nei riguardi dei materiali e delle tipologie strutturali e da una forte vena anti-accademica entrambe alimentate, come più volte affermato, da una passione totalizzante per la tecnica e il costruire.

Ancora giovanissimo, nel 1971, Piano insieme ai colleghi  Richard Rogers, insieme a Gianfranco Franchini vince il concorso internazionale per la realizzazione del Centro Georges Pompidou (noto anche come Beaubourg) a Parigi battendo gli altri 681 concorrenti, provenienti da 49 paesi diversi, con un progetto molto audace e con una portata rivoluzionaria per l'epoca, soprattutto considerando che si andava a inserire nel centralissimo 4° arrondissement.

Oggi viene considerato il manifesto dell'architettura high-tech, è oggi uno dei monumenti di Parigi più visitati.

Il RPBW

Nel 1981 Piano fonda il Renzo Piano Building Workshop (fucina creativa e tecnologica del suo operato) che ha dato vita a opere quali la ricostruzione l'area di Potsdamer Platz a Berlino (1992) e il terminal dell'aeroporto internazionale Kansai in Giappone (1988-1994); ma anche il futuristico Centro Culturale Jean-Marie Tjibaou a Noumea in Nuova Caledonia (1991-1998) e il Centro Nazionale per la Scienza e la Tecnologia NEMO ad Amsterdam (1992-1997).

Tra il 2005 e il 2006 il team di Piano ha messo a punto il progetto della base operativa Luna Rossa a Valencia, mentre è stata lunga la realizzazione del Museo di arte moderna Astrup Fearnley a Oslo (2006-2012).

Le opere in Italia

In Italia, tra le tantissime opere progettate, a parte i già citati interventi a Genova, meritano di essere ricordati l'Auditorium parco della musica a Roma e il museo dedicato a Padre Pio.

Ci sono poi la riqualificazione dell'ex area Fiera a Milano e, sempre a Milano, il progetto per il nuovo Polo medico, scientifico e didattico. A firma di Piano sono anche lo stadio di Bari e il centro di Otranto l'auditorium del Lingotto di Torino e la galleria del vento di Maranello. Una lista lunghissima che ha opere sparse tra l'Aquila e Napoli, Torino e Venezia passando per l'intero stivale

Sul fronte ponti, oltre al progetto embrionale per la rinascita del Morandi, Piano ha firmato il famossimo ponte nell'arcipelago di Ushibuka (1989-1996), una straordinaria strada sospesa nel nulla che unisce alla leggerezza dell'aria le onde del mare di quella Genova che resta sempre nel suo cuore.

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