Ilaria Molinari

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Per capire come sia possibile portare un'arma da fuoco nel Tribunale di Milano bypassando le misure di sicurezza, basta scambiare due parole con chi in quel tribunale è entrato, almeno una volta nella vita per testimoniare. Quello che dovrebbe essere uno dei posti più sicuri in Italia, in realtà non lo è. O quantomeno non abbastanza. Lo dimostra quanto accaduto oggi: un uomo, Claudio Giardiello, imputato per bancarotta della sua impresa edile, ha sparato nell'aula in cui si testimoniava sul suo caso e ha ucciso tre persone, tra cui il giudice Ferdinando Ciampi e l'avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani.

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I quattro ingressi del Palazzo di giustizia di Milano, dove stamani è avvenuta la sparatoria, sono presidiati dal personale di una società di vigilanza privata. Per accedere è necessario svuotare le tasche dagli oggetti metallici e oltrepassare un metal-detector. All'interno del Palazzo di giustizia di Milano, oltre agli addetti alla sorveglianza, sono in servizio anche alcuni carabinieri che presidiano l'edificio nei vari piani. Sono quattro, quindi, gli accessi al tribunale riservati al pubblico: in Via Freguglia, in Via S.Barnaba, in Via Manara e in Corso di Porta Vittoria dove si trova l'accesso principale con la gigantografia dei giudici Falcone e Borsellino. Ad ogni accesso solitamente sono in servizio tre o quattro addetti alla sorveglianza, che si occupano dei controlli.

Se esitono infatti gli accessi riservati al pubblico, ne esiste uno anche "sul lato sinistro del Palazzo da cui entrano gli avvocati" racconta un abituale frequentatore del Tribunale. "Spesso gli imputati entrano con i loro legali da questa porta di accesso dove i controlli sono molto più superficiali rispetto alle porte riservate al pubblico generico".

Da lasciare senza parole. Se non fosse che anche ascoltando le parole di giudici e avvocati presenti in Tribunale in mattinata, si trovano solo conferme: "Qui dentro siamo sempre insicuri" ci dice un giudice che vuole mantenere l'anomimato. "Sappiamo che i controlli di sicurezza fanno acqua da tutte le parti".

A restare senza parole anche il Presidente dell'Anac Raffaele Cantone: "Non so nulla ma certo dovrebbe essere impossibile entrare in un Tribunale e sparare".

E invece, lo è stato.


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