Cronaca

Scontro tra treni: la situazione della rete ferroviaria italiana

A 11 mesi dal disastro sulla Andria-Corato, ancora incidente in Puglia: binario unico e assenza dei sistemi automatici di controllo i responsabili

scontro treni

Nadia Francalacci

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Il binario unico è ancora teatro di uno scontro fra treni. E ancora una volta in Puglia.

Questa volta è accaduto, martedì 13 giugno, nel Salento, sulla linea Lecce-Zollino delle Ferrovie del Sud Est e ha causato, fortunatamente,  "solo" il ferimento di una quindicina di passeggeri e di un macchinista.

Una prima ricostruzione

In base ad una prima ricostruzione, uno dei due convogli era fermo al segnale di ingresso della stazione di Galugnano, mentre l'altro è partito in direzione Lecce non rispettando il segnale rosso

La tragedia un anno fa

Ma non è neppure trascorso un anno dall'incidente sulla tratta Andria-Corato in provincia di Bari, gestita dalla società Ferrotramviaria,  in cui morirono 23 persone e altri 50 passeggeri rimasero feriti. Era il 12 luglio 2016.

Dopo 11 mesi, le indagini sono ancora in corso  e secondo la Procura di Trani, a causare quell'incidente sarebbe stato un errore umano dovuto all'utilizzo del blocco telefonico ritenuto dagli inquirenti obsoleto e assolutamente non sicuro, su una linea a binario unico.

Non solo, sempre in base alla ricostruzione degli inquirenti anche  l'aver omesso "la collocazione di impianti e apparecchiature tecnologiche da parte dei dirigenti della società Ferrotramviaria, deputate alla protezione della marcia dei treni (Blocco Elettrico Automatico ovvero Blocco Conta Assi, ndr) idonei a prevenire ed evitare il disastro ferroviario".

Con l'inchiesta penale della magistratura tranese, ancora in fase di indagini, la tratta ferroviaria resta sotto sequestro.

Ma qual è la situazione della rete ferroviaria italiana?

L'Italia fanalino di coda in Europa

Per iniziare, in base alla stima dell’Istat, l’Italia è uno dei paesi dell'Ue meno attrezzati: ogni 100mila abitanti vi sarebbero solo 28,3 chilometri di rete ferroviaria rispetto ad una media europea che si attesta sui 44 chilometri di rete. Il Paese che risulta offrire una copertura migliore è la Svezia dove per ogni 100 sono stati realizzati 114 chilometri, seguita dalla Finlandia con 109. La vicina Germania con quasi il doppio rispetto alla nostra media: 50.

Ma la rete ferroviaria italiana che si estende per 16.673 chilometri da Nord a Sud, non è distribuita in modo omogeneo. Del totale solamente 5.733 chilometri di rete, ossia poco più del 34 per cento del totale è nel Meridione. Meno rete e ovviamente anche meno sicurezza.

LEGGI ANCHE:Treni, salgono le vittime degli incidenti sui binari

Al Sud meno sicurezza

La sicurezza, infatti, “corre” sul doppio binario e queste linee  in Italia raggiungono con fatica il 45 per cento del totale della rete. Nelle regioni meridionali i treni nel 70% dei casi viaggiano su un unico binario.

Il problema del binario unico

Secondo i dati della Rfi, Rete ferroviaria italiana, la Regione più penalizzata con il 95% della rete a binario unico è la Basilicata. Subito dopo c’è il Molise con il 91% seguito dalla Sardegna (88%) e Sicilia (87%). Tra le regioni del Sud quella che sembra avere la rete più efficiente è la Campania con “solo” il 41% del totale a binario unico.

Per rendere più sicuro il binario unico e scongiurare eventuali errori umani, Rfi ha compensato con sistemi di controllo automatici. Questi però non coprono l’intera totalità della rete ferroviaria nazionale ma sono stati “adottati” a macchia di leopardo.

Dove sono i sistemi automatici di controllo

Se la Calabria, Sicilia e Sardegna, i sistemi automatici coprono quasi la totalità della rete, che per la maggior parte si presenta a binario singolo, la Puglia, assieme all'Abruzzo, ha invece un terzo della rete ferroviaria scoperta da sistemi di telecomando della circolazione. In sostanza, la circolazione è affidata sempre all’essere umano.

Le responsabilità della tragedia di Andria

Nell'inchiesta Andria-Corato, infatti, sono indagate 13 persone: dal il capotreno superstite ai due capistazione,  dai tecnici agli amministratori della società Ferrotramviaria. I reati contestati, a vario titolo, sono di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni personali colpose plurime e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

Ai dirigenti della società la Procura contesta, inoltre, di aver contribuito a causare l'incidente, o meglio "di non averlo impedito", commettendo una serie di omissioni relative alla corretta informazione sulle norme che riguardano la sicurezza dei lavoratori e dei fruitori del servizio ferroviario. 

Gli investimenti

Dopo l’incidente ferroviario dello scorso anno, il nuovo management di Ferrovie del Sud Est, ha immediatamente attivato un piano di interventi sulla rete. I lavori, per un investimento complessivo di 19 milioni di euro, si concluderanno entro il 2017.

La seconda parte degli interventi previsti per il potenziamento infrastrutturale e tecnologico partiranno,  nelle prossime settimane e dovrebbero concludersi entro il 2018 nella tratta Bari - Taranto e il 2019 quelli del Salento per i quali sono stati stanziati 53 milioni di euro. Entrambi gli interventi sono finanziati dalla Regione Puglia.

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