Reggio Emilia, lo strano caso dell'imprenditore con la passione per le armi

In casa nascondeva oltre 2.600 pistole e fucili, euro e dollari in contanti e migliaia di munizioni.

ANSA/CESARE ABBATE – Credits: Ansa

Nadia Francalacci

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Quasi 3 mila armi, migliaia di munizioni, un milione di euro in contanti. E poi gioielli, orologi preziosi e auto di lusso. La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Reggio Emilia hanno scoperto un patrimonio inestimabile ad un imprenditore emiliano che oltre ad avere la passione per le armi, revolver, semiautomatiche e fucili, aveva una forte allergia alla tasse.

L’uomo, Claudio Borelli, proprietario della Oleodinamica, azienda del settore della meccanica, è entrato nel mirino della Polizia e della Finanza a seguito di un controllo amministrativo in materia di armi.

È proprio durante questa verifica effettuata nel 2014, che gli agenti della polizia hanno fatto scattare le manette ai polsi dell’uomo. L’accusa era quella di detenzione abusiva di munizionamento per armi da guerra. Nella sua abitazione, infatti, gli uomini hanno trovato 2.600 armi da fuoco per un valore superiore ad un milione e mezzo di euro e denaro contante per oltre 1.000.000 tra euro e dollari.

Ma come è stato possibile 'accumulare' un numero così impressionante di armi? Nessuno si era mai accorto di questa "passione" dell'imprenditore?

Sembra incredibile eppure queste armi, oltre 2.600, fossero tutte detenute regolarmente ad eccezione di due pistole le cui matricole sono risultate trascritte in modo errato. Non solo, all'interno del bunker dove l'uomo custodiva le armi sono state trovate oltre 100 mila munizioni.

Insomma, un arsenale capace di armare un piccolo esercito e sul quale adesso sono in corso ulteriori accertamenti da parte dell'autorità giudiziarie.  

Ma i guai per l’uomo erano solo all’inizio.

A seguito di questa operazione, infatti, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza ha avviato immediatamente una verifica fiscale sulla ditta dell'imprenditore constatando imponibili sottratti a tassazione per circa 5 milioni di euro evidenziando una netta sproporzione fra i redditi dichiarati e le patrimonialità accumulate.

"Dai controlli effettuati siamo riusciti a ricostruire che annualmente l'imprenditore riusciva ad evadere circa un milione e 200 mila euro - spiega a Panorama.it, il colonnello Ippazio Bleve, Comandante della Guardia di Finanza di Reggio Emilia - ed era riuscito ad evadere oltre 3 milione e 700 mila euro di imposte e oltre 4 milioni e 800 mila euro di imponibile sottratto a tassazione". 

Gli uomini della Polizia di Stato e militari della Guardia di Finanza hanno quindi dato esecuzione ad un provvedimento del Tribunale di Reggio Emilia sequestrando ville e alcuni appartamenti per un valore di 500 mila euro, capannoni industriali, autoveicoli, 2.400 armi da fuoco, 169 pezzi tra orologi di pregio, anelli, collane e bracciali d'oro e vari conti correnti e depositi sui quali sono stati trovati 1.425.142 euro e 3.100 dollari 



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