Cronaca

Quartiere a luci rosse a Roma: quale impatto sociale?

Risponde Rita Giorgi, del Centro per gli studi criminologici di Viterbo, che mette in guardia sui rischi di normalizzare la prostituzione in Italia

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Nadia Francalacci

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Impazza la polemica sull'Eur a luci rosse. Il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, boccia l'idea di una zona di tolleranza per clienti e prostitute: "Non si possono fare, perché significherebbe ammettere che la prostituzione è lecita". L'Osservatore Romano lancia il suo grido di indignazione: "Ci sconvolge questa decisione, perché è espressione dell'incapacità di guardare in faccia il fenomeno nella sua complessità e drammaticità, di prendere misure adeguate per contrastarne il traffico". Il Pd invece si divide, mentre Forza Italia si prepara a presentare un esposto in Procura, considerando la versione romana del "Red lights district" di Amsterdam niente altro che favoreggiamento della prostituzione. 

Ma quale potrebbe essere l'impatto psicologico sulla popolazione, soprattutto di quella maschile, di una tale decisione? "Normalizzare - per così dire - la prostituzione contribuirebbe sicuramente a creare un'immagine sfavorevole della donna nella mente dei giovani e non solo", risponde Rita Giorgi, pedagogista e coordinatore del Centro per gli studi criminologici di Viterbo. "E la conseguenza diretta potrebbe essere l'incoraggiare il disprezzo della personalità femminile, portando l'uomo a considerare le donne come merci. Cosa che nulla ha a che vedere con la libertà sessuale" .

In tante altre capitali europee esistono però quartieri a luci rosse, diventati veri e propri poli di attrazione...
"E' indubbio che vi siano sostanziali differenze nel modo in cui gli Stati considerano la prostituzione: in alcuni è considerata una violazione dei diritti delle donne, una forma di schiavitù sessuale, che si traduce in una disparità di genere a discapito delle donne e la mantiene; in altri si ritiene che la prostituzione stessa sostenga la parità di genere, promuovendo il diritto della donna a decidere cosa fare del suo corpo, come recita la Risoluzione del Parlamento Europeo. E' tuttavia vero che la prostituzione contribuisce in maniera sostanziale a riportare tutti i comportamenti e gli atti più intimi al loro valore monetario, svalutando l'essere umano fino al livello di oggetto a disposizione 'di qualcuno', che in questo caso è un cliente". 

In questo senso la mentalità italiana è indubbiamente molto diversa da quella nordica: un quartiere a luci rosse a Roma avrebbe quindi un impatto differente che ad Amsterdam?
"Al di là delle differenze tra le due città e i rispettivi popoli, non possiamo trattare il fenomeno della prostituzione soltanto come un problema di ordine pubblico o di decoro urbano o di regolarizzazione "fiscale" o ancora peggio di promozione turistica tenendo anche conto che da questo punto di vista Roma e Amsterdam hanno vocazioni assai diverse... La verità è che oggi ancor più di ieri è necessario concentrarsi soprattutto sulla lotta allo sfruttamento e su interventi atti a rompere i legami di schiavitù".

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