Cronaca

Ecco perché le "lucciole" d'estate lavorano di più

Mentre a Lavagna e a Chiavari i sindaci emanano ordinanze contro la prostituzione, a Milano le zone a luci rosse si riempiono di clienti

Nadia Francalacci

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“Luxuria Orientale”. È questo il nome dell’ultima operazione dei carabinieri di Cuneo contro la prostituzione cinese, che ha portato, lo scorso giovedì, al sequestro di una quindicina di appartamenti in tutta Italia, di oltre 200 cellulari e all'identificazione di una sessantina di prostitute. Il giro d’affari rendeva, all’organizzazione piemontese, oltre 260 mila euro il mese.
Mentre a Cuneo scattava il blitz, a Milano, il Consiglio di Zona 2 che racchiude il quartiere di piazza Loreto e via Padova, ha approvato una mozione che chiede l'istituzionalizzazione di aree a luci rosse nel capoluogo lombardo, per combattere la piaga dello sfruttamento criminale della prostituzione in città.

Una decisione che arriva a distanza di pochi mesi dalla proposta di creare una “zoning”, quartiere a luci rosse, all’Eur, alla periferia della Capitale. Una mozione che tanto quanto a Roma, non poteva non sollevare polemiche. Ma nonostante le critiche o le posizioni contrarie del Pd, l’inizio del periodo di ferie è coinciso, per via Padova a Milano, proprio all’aumento del traffico dei clienti che si rivolgono in particolar modo ai trans peruviani presenti nella zona. Ma che cosa succede nel periodo estivo? 

Panorama.it ha intervistato uno psicologo per cercare di capire quali meccanismi “psicologici” possono scattare d'estate negli uomini che si avvicinano ai rapporti sessuali a pagamento.

Silvio Ciappi, psicologo e criminologo, con l'estate aumenta la prostituzione. C'è una componente psicologica o è solo il caldo?

C’è direi maggiore disponibilità di tempo e una maggior assenza di controlli. La spinta a commettere qualcosa di illegale o di proibito spesso nasce dalla concomitante azione di almeno tre elementi: una certa volontà di commettere l'atto, la disponibilità di target (in questo caso dell'offerta di prostituzione sul territorio), e ultimo, la mancanza di controlli (esterni o interni) efficaci. Il fatto di avere la compagna al mare, i figli in vacanza può, ad esempio, aumentare la disponibilità psicologica a commettere fatti del genere. Sulla dimensione psicologica ci sarebbe molto da discutere. Ovviamente il rapporto mercenario con una prostituta gratifica l'impulso a dominare il rapporto, come ad esempio, quello di una parte di soggetti che vivono il rapporto con l'altro sesso in maniera distorta, conflittuale, passiva. Una sorta di vendetta nei confronti dell'altro sesso.

L'approccio al rapporto sessuale con la prostituta oppure con un transessuale è diverso nel periodo estivo oppure no? E se sì, da che cosa è determinato?

E' determinato da ciò che dicevo prima. Assenza di controlli, ovverosia da tutta una serie di fattori limitanti che normalmente inibiscono questo genere di attività. La stagione estiva di per sé comporta una maggior impulso alla sessualità, in quanto vi è una maggiore esposizione del corpo, un incremento dei rapporti sociali eccetera. Ciò può voler anche dire quindi che anche il rapporto con una prostituta è segnato da questa voglia di avere un contatto con l'altro sesso, con una sessualità, che in alcune persone, è impedita, irrigidita, inibita.


In estate aumentano i reati fisici egli omicidi commessi ai danni delle prostitute. C'è una correlazione con il caldo?

No nessuna relazione. C'è solo una maggiore esposizione di questo genere di vittime ai potenziali aggressori. Aumenta il numero delle frequentazioni e così statisticamente aumenta la probabilità dell'azione deviante. Ma non è il caldo. Sono fattori situazionali a determinare una maggiore incidenza di reati contro le prostitute.


Secondo il prefetto di Roma, Gabrielli, la prostituzione si può combattere attraverso multe salate?
Lei che ne pensa?
Sì, potrebbe essere un deterrente, ma di breve periodo. Poi le cose nel mercato della prostituzione si aggiusterebbero in maniera tale da evitare la multa e i controlli. Quello che mi verrebbe da dire sarebbe invece una regolamentazione della prostituzione in modo da togliere profitti alle organizzazioni che ci lucrano e maggiori controlli sia sul versante dell'offerta che su quello della domanda.


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