Così i pompieri di Ragusa causavano gli incendi

Appiccavano le fiamme per intervenire subito e incassare l'indennità dei volontari

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Un fermo immagine del video della Polizia di Sato di Ragusa con la trascrizione di una conversazione tra i 15 volontari dei vigili del fuoco arrestati con l'accusa di aver appiccato incendi e simulato richieste di soccorso per soldi - 7 agosto 2017 – Credits: ANSA/ FRAME DA VIDEO POLIZIA DI RAGUSA

Redazione

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Appiccavano loro gli incendi per poter poi intervenire per spegnerli e dunque incassare le indennità fissate per legge per i vigili del fuoco volontari. 15 pompieri ausiliari sono finiti sotto inchiesta per truffa nel distaccamento dei Vigili del fuoco di Santa Croce Camerina (Ragusa) dopo che le intercettazioni li hanno incastrati. "Loro sanno tutto, sanno che abbiamo dato fuoco", dicevano non sapendo di essere intercettati.

Come si comportavano

L'anno delle indagini è il 2013. I 15 ausiliari si distinguevano per il record di operazioni compiute. Rispetto agli altri volontari, operavano 3 volte in più. Tutto per incassare un'indennità di 10 euro l'ora che non spetta a chi invece resta in caserma.

Erano perfettamente organizzati: simulavano gli interventi con segnalazioni false al 115, chiedevano aiuto a parenti e amici facendo fare anche a loro delle segnalazioni fasulle e poi appiccavano incendi a cassonetti e terreni.

Le condanne

Per 14 di loro è scattata solo la denuncia. Il caposquadra, invece, Davide De Vita, è stato messo ai domiciliari. "Tanto lo sanno che il fuoco lo provochiamo noi", diceva a un certo punto uno degli indagati intercettato, aggiungendo l'ultimo tassello al quadro che gli inquirenti stavano ricostruendo.

Incastrati dalle prove raccolte dalla polizia, hanno ammesso le loro responsabilità durante gli interrogatori, delineando, in modo ancora più chiaro, quanto emerso dalle indagini della Squadra Mobile.

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