Cronaca

Peschereccio affonda in Adriatico, i morti sono 4

Nessuna speranza di trovare vivi i due dispersi. All'origine della tragedia forse il mancato rispetto delle norme di sicurezza a bordo

Affonda peschereccio: fra ipotesi uno spostamento del carico

Redazione

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All'origine della tragedia del motopesca Sparviero, colato a picco ieri al largo di Civitanova Marche, potrebbero esserci condizioni di sicurezza non rispettate. I morti nel naufr. Si cercano ancora Maroga Costeli e Simion Vasile, na non ci sono possibilità che siano sopravvissuti. I superstiti sono Leonardo Coccia, 23 anni, e Aldo Leo, 37, residenti a Cagnano Varano (Foggia).

 

Il peschereccio, utilizzato negli impianti di mitilicoltura, è iscritto a Rodi Garganico e operava nel porto civitanovese. "Avevamo fatto un carico di 60-80 quintali di cozze" ha raccontato Leo "quando è arrivata un'onda anomala da levante che ha spostato il carico tutto da un lato e ha fatto rovesciare l'imbarcazione. Il comandante ha fatto in tempo a dare l'allarme ma prima dell' arrivo dei soccorsi siamo rimasti in mare per circa un'ora e mezzo".

Replica indignato l'ammiraglio Francesco Saverio Ferrara, comandante della Capitaneria di porto di Ancona e direttore marittimo delle Marche: "I soccorsi sono stati immediati. Pensino piuttosto alle vittime e alle proprie responsabilita'". È probabile infatti, secondo Ferrara, che i marinai romeni (su Fini sono in corso verifiche) non fossero imbarcati regolarmente e che non avessero l'esperienza necessaria. I documenti di sicurezza fisserebbero poi in 4 e non in sei i membri dell'equipaggio. Il carico di mitili, inoltre, era "ingente", forse per soddisfare la richiesta in vista delle festività pasquali. E lo spostamento improvviso di materiale pesante imbarcato a bordo, tale da far perdere l'assetto di navigazione e far rovesciare il motopesca, è lo scenario che prende sempre più corpo fra le possibili cause del naufragio su cui sono state aperte due inchieste, una penale e una della Capitaneria di porto.

Il relitto non è stato ancora localizzato: "Non appena lo recupereremo - fa sapere Ferrara - potremo fare accertamenti sull'assetto statico e dinamico". Nelle ricerche dei dispersi, sospese al tramonto, sono state impegnate per tutta la giornata quattro motovedette, oltre al Nucleo sommozzatori, un velivolo Atr 42 della Guardia costiera e un elicottero dei vigili del fuoco. Quest'ultimo, peraltro, mentre era in volo di rientro a Pescara, ha subito l'esplosione di un oblò. I frammenti di vetro hanno ferito alla fronte un tecnico elicotterista, M.S., 47 anni di Chieti, che ha riportato una profonda ferita alla fronte e perdita di conoscenza. (ANSA).

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