Pa, in una legge del 2001 la scorciatoia anti-concorsi

La norma consente di pescare all'esterno per incarichi a tempo, ma è usata anche per normali promozioni

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Stefano Caviglia

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Passare dalla posizione di funzionario a quella di dirigente nella Pubblica amministrazione italiana è un bel salto di carriera (e di retribuzione), che in teoria richiede il superamento di un concorso pubblico. Ma ultimamente succede sempre più spesso che qualcuno imbocchi una strada più breve e più semplice degli altri.

La scorciatoia si chiama comma 6 dell’articolo 19 del decreto legislativo 165 del 2001 (ordinamento del lavoro nelle amministrazioni pubbliche), uno degli ultimi del pacchetto noto come Riforma Bassanini.

Il suo intento dichiarato, all’epoca, era far entrare un po’ d’aria fresca nelle stanze della burocrazia italiana, aprendo le porte a dirigenti del mondo delle imprese private e di altre amministrazioni pubbliche, a partire dall’università.

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Per questo è stato stabilito che per una piccola quota di posizioni (l’8 per cento dei dirigenti di prima fascia e il 10 di quelli di seconda fascia), esclusivamente a tempo determinato, si potesse pescare anche fuori, ma solo dopo aver accertato la mancanza delle professionalità richieste all’interno degli uffici. In che modo?

Valutando i candidati con una procedura più leggera del concorso, ma pur sempre pubblica, detta “interpello”.

Per i vincitori provenienti dall’interno dell’Amministrazione è giustamente previsto che possano mettersi in aspettativa, rientrando nella vecchia posizione al termine dell’incarico dirigenziale.

Ma era difficile prevedere che qualcuno avrebbe sfruttato questa possibilità per effettuare normalissime promozioni all'interno di uno stesso ufficio, da rendere poi semi permanenti attraverso il meccanismo dei rinovi, a scapito di colleghi più titolati e forse anche più meritevoli. E come se non bastasse, spesso e volentieri si salta a piè pari anche l’interpello, producendo la discrezionalità più completa dei vertici di turno nella scelta dei dirigenti.

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