È scomparsa ieri a Palermo una delle figure più emblematiche della rivolta contro il racket e contro la mafia: a 87 anni è morta Pina Maisano, vedova dell'imprenditore tessile Libero Grassi, ucciso nel 1991 per il suo dichiarato rifiuto di pagare il pizzo. Colta da malore, è stata accompagnata dai figli Davide e Alice all'ospedale Villa Sofia, dove si è spenta.

Nata a Palermo nel settembre del 1928, laureata in architettura, aveva sposato Libero Grassi nel 1956. Il marito, dopo aver denunciato il tentativo di estorsione subito e aver scritto una pubblica lettera al “geometra Anzalone”, nome di copertura dell'emissario mafioso, per lanciargli una sfida, annunciando che non avrebbe mai pagato. Il caso ebbe una forte risonanza mediatica e provocò anche una divisione nella Confindustria. Il 31 agosto 1991 Libero Grassi venne ucciso. 

La sua rivolta venne proseguita dalla moglie, che nel 1992 venne anche eletta senatrice nelle liste dei Verdi. Oltre all’impegno parlamentare, la vedova di Grassi si adoperò per la promozione di associazioni antiracket (era presidente onorario di Libero futuro) e per la diffusione di una rivolta sociale contro la mafia del pizzo. Fino all’anno scorso ha partecipato attivamente a iniziative e incontri, soprattutto nelle scuole. (ANSA)

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